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STEREOTIPIE: FUNZIONE O DISFUNZIONE? Paola Bernabei Vincenzo Leuzzi Maria Teresa GianniniDipartimento di Scienze Neurologiche, Psichiatriche e Riabilitative dell’Età Evolutiva

STEREOTIPIE: FUNZIONE O DISFUNZIONE? Paola Bernabei Vincenzo Leuzzi Maria Teresa Giannini

Dipartimento di Scienze Neurologiche, Psichiatriche e Riabilitative dell’Età Evolutiva

CHE COSA SAPPIAMO SULLA CLINICA DELLE STEREOTIPIE

COMPORTAMENTI RIPETITIVI E STEREOTIPATI COSTITUISCONO ALCUNI DEI CRITERI DIAGNOSTICI DEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO COMPORTAMENTI RIPETITIVI E STEREOTIPATI SONO PRESENTI ANCHE IN ALTRI DISTURBI DELLO SVILUPPO, IN DISTURBI PSICHIATRICI E NEUROLOGICI

CRITERI DIAGNOSTICI AUTISMO: area C Studi hanno evidenziato che nei soggetti con autismo i comportamenti higher level necessitano di determinate fasi di sviluppo cognitivo modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, come manifestato da almeno uno dei seguenti: dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati anomali o per intensità o per focalizzazione sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudini o rituali specifici manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo) persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti RIPETIZIONE, RIGIDITA’, INVARIANZA

Comportamenti lower level Non si è attualmente in grado di escludere, ma neanche di affermare, un collegamento tra i comportamenti lower level (le stereotipie) e quelli higher level (rituali, compulsioni, ricerca di non variazioni nell’ambiente, adesione rigida a rituali). Stereotipie: movimenti ritmici, regolari, ripetitivi, senza scopo, involontari: dondolarsi, annuire, camminare in cerchio, battere o agitare le mani, muover le dita, fare smorfie Possono avvenire con un oggetto o senza; alcune causano lesioni

Il 70-80% dei soggetti con autismo ha una disabilità cognitiva E’ difficile distinguere tra i sintomi di autismo quelli dovuti alla disabilità cognitiva; studi hanno evidenziato che sotto i 36 mesi i soli comportamenti ripetitivi non consentono la DD tra autismo e disabilità cognitive (Osterling et al, 2002). Stereotipie sono presenti in percentuali maggiori nei casi di autismo con RM grave rispetto a casi di RM di pari gravità, ma questo non consente di affermare che questi comportamenti siano specifici per l’autismo (Bodfish et al, 2000; Mendelbaum et al, 2006). C’è tuttavia una correlazione positiva tra il numero di stereotipie e la gravità dell’autismo.

STEREOTIPIE MOTORIE E SENSORIALI SONO PRESENTI IN ETA’ PRECOCE e/o QUANDO IL GRADO DI RITARDO E’ IMPORTANTE (MILITERNI, 2002); COMPORTAMENTI RIPETITIVI COMPLESSI SONO PRESENTI NEI BAMBINI PIU’ GRANDI O COMUNQUE IN PRESENZA DI UN PIÙ ALTO LIVELLO COGNITIVO. HA SENSO MANTENERE COMPORTAMENTI COSI’ DIVERSI ALL’INTERNO DELLA STESSA AREA DIAGNOSTICA? POSSONO AVERE LA STESSA PATOFISIOLOGIA? LO STESSO TRATTAMENTO? LA STESSA FUNZIONE O DISFUNZIONE ALL’INTERNO DELL’ORGANIZZAZIONE MENTALE?

Cuccaro et al, 2003, Applicando l’analisi fattoriale agli item individuati nell’ADI-R appartenenti ai comportamenti ristretti e ripetitivi hanno evidenziato due fattori: Fattore 1: Repetitive sensory motor actions: NON SPECIFICI DELL’AUTISMO Fattore 2: Resistance to change: POTREBBERO ESSERE SPECIFICI DELL’AUTISMO I fattori identificati sostengono la necessità di individuare sottotipi di questi comportamenti per: La ricerca delle basi genetiche e neurobiologiche dell’autismo La individuazione di sottotipi dei disturbi

Cuccaro et al, 2003

Cuccaro et al, 2003

MA: STEREOTIPIE SONO PRESENTI ANCHE NEI BAMBINI SENZA AUTISMO E SENZA RITARDO MENTALE. CON SVILUPPO TIPICO? Mahone et al, 2004: iniziano entro i 3 anni, soprattutto entro i 2 (forte elemento differenziale con i tic); appaiono avere un andamento cronico. Criticità: mancano dati sull’assetto neurocognitivo della casistica, anche se gli autori riferiscono in molti casi diagnosi di ADHD e disturbi di apprendimento, ritardi di linguaggio

Mahone et al, 2004 flapping

Mahone et al, 2004 shaking

Mahone et al, 2004 clenching, stiffening, posturing

CHE COSA SAPPIAMO DAI MODELLI ANIMALI

Comportamenti ripetitivi in modelli animali, indotti da: lesioni mirate del SNC farmaci deprivazione ambientale Sono questi ultimi che possono suggerire modelli patogenetici per l’autismo

Comportamenti ripetitivi sono molto frequenti negli animali in cattività, persistono nel tempo, appaiono presto nello sviluppo, hanno espressività diverse nei diversi animali pur appartenenti alla stessa specie, sono modulati dalle esperienze precoci, sono mediati dai circuiti cortico-gangli basali, si associano a rigidità cognitiva L’ambiente arricchito produce riduzione delle stereotipie, e variazioni nell’attività neuronale e nella morfologia dendritica ma soltanto negli animali che hanno ridotto le stereotipie, che quindi si sono giovati dell’ambiente arricchito, e soltanto nella corteccia motoria e nei gangli basali. Le stereotipie nei soggetti con autismo correlano positivamente con un deficit della flessibilità cognitiva (Lopez et al., 2005) Lo stesso è stato osservato negli animali da esperimento Ambiente arricchito: sollecita a una diversa attività motoria, finalizzata

Nel roditore Peromyscus maniculatus l’arricchimento ambientale riduce la frequenza di comportamenti stereotipati, e produce un aumento significativo della densità delle spine

Turner et al, Dev Psychobiol 43: 20, 2003 dendritiche nella corteccia motoria e nello striato; tale aumento è strettamente collegato alla riduzione dei comportamenti stereotipati.

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Name: 
MONZA 2007 ver. 2
Author: 
PBernabei
Company: 
N/A
Description: 
STEREOTIPIE: FUNZIONE O DISFUNZIONE? Paola Bernabei Vincenzo Leuzzi Maria Teresa GianniniDipartimento di Scienze Neurologiche, Psichiatriche e Riabilitative dell’Età Evolutiva
Tags: 
collegato | vita | stereotipie | autismo | comportamenti | ripetitivi | sviluppo | stereotipati | animali | stessa
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12/28/2006 4:59:29 PM
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