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La risoluzione 1. Quadro generale

La risoluzione 1. Quadro generale

La risoluzione

“effetti del contratto” e risoluzione “cause” della risoluzione Volontà delle parti legge Art. 1372 c.c.: “il contratto … non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge”

La risoluzione

A ben vedere il nesso tra risoluzione del contratto e art. 1372 c.c. è ben più interessante

La risoluzione

Lo “scioglimento” (la risoluzione) incide sulla forza vincolante del contratto: è per questo che la risoluzione può essere “ammessa” solo per cause previste dalla legge

La risoluzione

Ciò pone in luce la connessione fra “risoluzione” e “vincolo”: in tanto può essere ammessa la risoluzione, in quanto incida su elementi che abbiano determinato il contraente al vincolo

La risoluzione

Connessione tra risoluzione ed interesse al vincolo contrattuale: la risoluzione è espressione del venir meno dell’interesse alla prestazione contrattuale attesa

La risoluzione

Il venir meno “giustificato” dell’interesse di una parte alla prestazione attesa dal contratto determina il venir meno dell’intero contratto “a prestazioni corrispettive”

La risoluzione

Risoluzioni riconducibili ad iniziativa “negoziale” di parte Recesso unilaterale “mutuo dissenso” Verificazione della condizione risolutiva Diffida ad adempiere Clausola risolutiva espressa

La risoluzione

Risoluzione giudiziale inadempimento Impossibilità sopravvenuta Eccessiva onerosità sopravvenuta

La risoluzione

Notare: sono assai eterogenee le cause “ammesse” dalla legge che legittimano il venir meno dell’interesse di una parte verso la prestazione promessagli Impossibilità di immaginare una risposta unitaria alla domanda relativa alle conseguenze e all’ammissibilità stessa di una rinuncia preventiva alla risoluzione

La risoluzione 2. Inadempimento: la fattispecie

La risoluzione

Inadempimento (art. 1218) Art. 1453 – 1455 c.c. Vero e proprio Parte si è posta in situazione di non poter a. Parte ha dich. Di non voler a. risoluzione “giudiziale” “stragiudiziale” Artt. 1454, 1456, 1457 Rilevanza al fine della decorrenza della prescrizione per le restituzioni

La risoluzione

ATTENZIONE: presupposto delle azioni ex art. 1453 è l’inadempimento Occorre, pertanto, PRIMA procedere all’interpretazione del contratto, alla sua qualificazione e all’integrazione, onde determinare la prestazione della parte che si presume inadempiente Occorre, poi, ricostruire in modo scrupoloso la effettiva condotta della parte presunta inadempiente (v. fattispecie decisa da Cass. civ., 15-06-2009, n. 13874 infra)

La risoluzione

La fattispecie di “inadempimento” Cass. civ., sez. II, 24-09-2009, n. 20623. Nella cessione di cubatura si è in presenza di una fattispecie a formazione progressiva in cui confluiscono, sul piano dei presupposti, dichiarazioni private nel contesto di un procedimento di carattere amministrativo; a determinare il trasferimento di cubatura, tra le parti e nei confronti dei terzi, è esclusivamente il provvedimento concessorio, discrezionale e non vincolato, che, a seguito della rinuncia del cedente, può essere emanato dall’ente pubblico a favore del cessionario, non essendo configurabile tra le parti un contratto traslativo; ne consegue che, qualora il cedente … si sia prestato al compimento di tutti gli atti necessari per far ottenere al cessionario la concessione per una volumetria maggiore, il mancato rilascio della concessione edilizia maggiorata determina l’inefficacia del negozio concluso dai proprietari dei fondi limitrofi e non già la sua risoluzione per inadempimento del cedente

La risoluzione

La fattispecie di “inadempimento” Cass. civ., sez. II, 15-06-2009, n. 13874. Non è accoglibile la domanda di risoluzione per inadempimento di un contratto preliminare relativo alla compravendita di un immobile parzialmente abusivo per il quale il promittente venditore abbia presentato legittimamente la domanda di sanatoria ai sensi dell’art. 35 l. 28 febbraio 1985 n. 47 (provvedendo alla rituale oblazione) in un termine antecedente a quello di scadenza per la stipula del contratto definitivo, sulla quale si sia poi venuto a formare il silenzio-assenso della p.a., ai sensi dell’art. 40 della legge stessa, anteriormente alla proposizione della domanda giudiziale di risoluzione, non sussistendo ostacoli alla stipula del contratto definitivo in conseguenza dell’equiparazione prevista dal citato art. 40, 2º comma, tra l’intervenuto silenzio-assenso sulla richiesta di concessione in sanatoria e il rilascio della concessione stessa, ai fini della regolarità della stipula dell’atto definitivo

La risoluzione

La fattispecie di “inadempimento” Cass. civ., sez. II, 11-05-2009, n. 10820. Il rifiuto del promissario acquirente di stipulare la compravendita definitiva di un immobile privo dei certificati di abitabilità o di agibilità e di conformità alla concessione edilizia, pur se il mancato rilascio dipende da inerzia del comune - nei cui confronti, peraltro, è obbligato ad attivarsi il promittente venditore - è giustificato, ancorché anteriore all’entrata in vigore della l. 28 febbraio 1985 n. 47, perché l’acquirente ha interesse ad ottenere la proprietà di un immobile idoneo ad assolvere la funzione economico sociale e a soddisfare i bisogni che inducono all’acquisto, e cioè la fruibilità e la commerciabilità del bene, per cui i predetti certificati devono ritenersi essenziali

La risoluzione Risoluzione giudiziale

La risoluzione

Art. 1453 c.c. Parte insoddisfatta adempimento Artt. 2930 ss. Risoluzione: sentenza costitutiva Risarcimento del danno

La risoluzione

SUGGERIMENTO PRATICO: cerchiamo di essere chiari negli atti giudiziari (v. infra)

La risoluzione

Cass. civ., sez. II, 10-02-2010, n. 3012: Il giudice di merito, nell’indagine diretta all’individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto ad uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti nei quali le domande medesime risultino contenute, dovendo, per converso, aver riguardo al contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, sì come desumibile dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante, mentre incorre nel vizio di omesso esame ove limiti la sua pronuncia in relazione alla sola prospettazione letterale della pretesa, trascurando la ricerca dell’effettivo suo contenuto sostanziale; in particolare, il giudice non può prescindere dal considerare che anche un’istanza non espressa può ritenersi implicitamente formulata se in rapporto di connessione con il petitum e la causa petendi (nella specie la suprema corte ha ritenuto, in relazione ad un giudizio per inadempimento contrattuale, che la domanda di risarcimento danni presupponesse quella di risoluzione del contratto, da ritenere proposta anche se non espressa con formula «sacramentale», perché nel contenuto della domanda originaria ad essa veniva fatto espresso riferimento)

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Name: 
20. la risoluzione...
Author: 
Gioacchino La Rocca
Company: 
N/A
Description: 
La risoluzione 1. Quadro generale
Tags: 
risoluzione | contratto | art | inadempimento | parte | termine | può | domanda
Created: 
9/13/2010 6:12:49 AM
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