L’esperienza del
“Laboratorio Pedagogico “
Progetto sperimentale dell’I.C.S. “A. Manzoni”,CataniaL’esperienza del
“Laboratorio Pedagogico “
Progetto sperimentale dell’I.C.S. “A. Manzoni”,Catania
L’esperienza del
“Laboratorio Pedagogico “
Progetto sperimentale dell’I.C.S. “A. Manzoni”,Catania
L’esperienza del
“Laboratorio Pedagogico “
Progetto sperimentale dell’I.C.S. “A. Manzoni”,Catania
.… ….nasce dalla esperienza…ritengo che la pedagogia… non può essere fondata che sulla esperienza: esperienza storica
che ci svela ciò che accade nel mondo degli uomini, e come vi accade. Giuseppe Bianca
Alla fine degli anni ottanta si rende possibile la pratica di sperimentazioni e metodologie innovative che sino a quel momento avevano trovato difficoltà di applicazione Attivando la partecipazione dei docenti più avvertiti, introduciamo dei “correttori” nell’organizzazione del lavoro e della didattica ( classi aperte, gruppi studio…) che assicureranno un “clima operativo” - capace di attirare professionalità motivate e allievi, suscitando nel contempo voglia di sapere, d’innovare - nel quale ognuno sia garante di sé e degli altri Consapevoli che il disagio esistenziale può manifestarsi, nel tempo, per ragioni diverse, in tutti - negli allievi così come negli adulti - e che pertanto tutti gli allievi hanno bisogno di riconoscimento, attenzione e occasioni concrete di apprendimento e narrazione, il collegio elabora la proposta di sperimentazione “Il Laboratorio pedagogico” , progetto circolare e sistemico, tempo prolungato,integrato da quattro aree di laboratori specifici.
“ Il laboratorio pedagogico” è quindi un progetto sperimentale ex art.3, D.P.R. 419/74, proposto dal Collegio dei docenti, approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1992/93
Un arco unitario di ricerca e studio ha sorretto l’impegno della scuola dagli anni che anno preceduto la sperimentazione ad oggi filo conduttore che si fa guida per chi volesse percorrere a ritroso il disegno di questo cammino e dell’agire pedagogico assunto dagli operatori della scuola è racchiuso in buona sostanza nell’interrogativo di fondo che è alla base della filosofia, dei criteri e dell’impianto metodologico che il Collegio ha condiviso negli anni: Quale cammino deve intraprendere una scuola per aiutare ogni allievo a cogliere, anche in parte, il senso, il significato della vita? Quale segno deve lasciare una scuola nella vita degli allievi, degli adulti, che la attraversano?
Piano dell’Offerta Formativa “IL LABORATORIO PEDAGOGICO “ Una ri-lettura
dell’agire pedagogico
Nel consueto l'inconsueto dell'essere. Domenico
Possiamo considerare due fattori fondamentali nell’agire pedagogico a tutela della crescita della persona umana: La relazione educativa Una metodologia partecipata
La filosofia, l’ispirazione culturale- pedagogica che è alla base, ha infatti origine dalla consapevolezza : della complessità dell’essere del suo bisogno di attenzione del suo bisogno di narrarsi
Comporta l’assunzione di una visione complessa, integrata, circolare e sistemica degli eventi educativi
che tenga conto della modalità con la quale si mettono in atto gli interventi
e degli stili relazionali e comunicativi Accogliere il pensiero complesso Strutturato naturalmente per opposizioni e contrari La storia della crescita di ognuno è
una storia di rapporti, di relazioni significative,
di ascolto e narrazione
che rinsaldano i nuclei del sé
Aiutare ogni allieva/o a trovare un significato alla propria esistenza Garantire il processo di configurazione del sé E’ proprio il compito più difficile
di ogni contesto educativo Io, gatto insicuro, non ho ancora
trovato la mia essenza
Stefano I gatti di Vanessa
Promuovere una diversa rappresentazione di sé comporta:
la consapevolezza che i processi d’integrazione, di inclusione/esclusione di ogni individuo, in ogni società sono influenzati da regole e simbolizzazioni sulle quali bisogna intervenire per prospettare rappresentazioni altre ed immaginare nuove realtà
• la capacità di costruire nuove mappe di riferimento
• la necessità di esplorare nuove progettualità per non mortificare
in ogni allievo il bisogno di normalità, il bisogno di riconoscimento, il tendere verso una vita piena e significante
Il problema coinvolge tutti I confini del disagio, nella proiezione temporale, possono assumere configurazioni diverse e difficili da definire, da affrontare per ognuno di noi. La disabilità è infatti condizione intrinseca dell’esistenza Le offese del tempo, le nuove diversità, le nuove solitudini che si delineano con il processo di globalizzazione in conseguenza dei meccanismi di interazione sociale, di convivenza ed integrazione di culture diverse creano nuovi bisogni di attenzione ed ascolto nelle nostre società
Riconoscersi, rileggersi nella realtà, anche con l’attribuzione di un valore circoscritto, consente ad ognuno di trovare valore nelle proprie azioni
La scuola deve quindi promuovere,
in ogni studente
una reale opportunità di crescita per Conoscere e conoscersi Intervenire nel reale Trovare un significato alla propria esistenza
La capacità di dare valore alle proprie azioni
la comprensione del significato della nostra esistenza matura lentamente attraverso molteplici esperienze in un mondo di relazione ricco di opportunità nel quale attraversare il mondo delle proprie emozioni, non per esserne sommerso ma per riappropriarsi dell’io, riordinare la casa interiore, ritrovarsi e dare significato alla propria vita, sentirsi amati e capaci di agire
L’agire pedagogico è garantito da Il problema fondamentale non è
la carenza, l’eccellenza, la diversità, la disabilità
di cui ogni allievo/a può essere portatore ma la qualità dell’agire pedagogico questa consapevolezza una attenta organizzazione del lavoro una professionalità adeguata un piano di lavoro integrato uno stile relazionale positivo
Pieno/Vuoto Intero /Manchevole Bisogna promuovere in ognuno questa consapevolezza
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