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Il razzismo: elementi teorici Sociologia, a.a.2010\2011

Il razzismo: elementi teorici Sociologia, a.a.2010\2011

Alcune definizioni Razza è un termine complesso a causa della contraddizione con gli usi di senso comune del termine Non esistono razze ma una gamma continua di variazioni fra individui dei diversi gruppi. La razza è un costrutto ideologico. Differenze razziali: variazioni fisiche scelte dai membri di una comunità o società come etnicamente significative Razzismo = pregiudizio basato su distinzioni fisiche socialmente significative Razzista = chi crede che la superiorità o inferiorità degli individui di una determinata razza abbia spiegazione biologica.

Razza e scienze sociali

Fino agli anni '60, il concetto di razza è stato distaccato dal concetto di cultura e non se ne sono messi in discussione né l'esistenza, né una certa consistenza dal punto di vista biologico-ereditario anche sul comportamento. In autori come Du Bois, è invece prevalsa sin dall'800 la necessità di studiare il concetto di razza come una costruzione sociale collegata alle pratiche del razzismo. Questa è anche la posizione emersa dai documenti dell'UNESCO prodotti nel secondo dopoguerra.

Razzismo Termine usato per la prima volta nell’800 per designare le teorie biologiche e politiche che affermavano una gerarchia razziale basata su caratteri fisici immutabili. Entra nell’uso comune dagli anni ’30 per desrivere le teorie sulle quali i nazisti perseguitavano gli ebrei. Il razzismo è un complesso ideologico e politico che unisce valutazione negativa delle differenze e giochi di potere. Il razzismo si sviluppa soprattutto in Occidente, all’interno di stati altamente egualitari, per giustificare i processi di colonizzazione. Alla costruzione delle teorie razziste contribuiscono religione, scienza e politica. Le teorie razziste insistono tutte sul concetto di <>: inclusione vs. esclusione.

“Ciò che rende il razzismo occidentale così autonomo e rilevante nella storia del mondo è il fatto che si è sviluppato in un contesto che presupponeva una qualche sorta di uguaglianza tra gli uomini. Già il dogma della crocifissione offriva la grazia a chiunque fosse disposto a riceverla, e rendeva tutti i credenti uguali davanti a Dio. Poi si aggiunse il concetto più rivoluzionario che tutti <> sono nati liberi e uguali e con uguali diritti nella società e rispetto allo Stato. Se c’è un presupposto di ineguaglianza spirituale e temporale, se esiste una gerarchia che non viene messa in discussione nemmeno dai membri dei ranghi più bassi, come nel sistema indiano di caste prima dell’era moderna, non si avverte il bisogno di negare la piena umanità dei subalterni per poterli trattare come impuri e indegni” (G. Fredrickson, Breve Storia del razzismo).

Alcune definizioni: etnia Etnia: un gruppo caratterizzato da simili abitudini culturali e concezioni sul mondo. I membri si considerano distinti dagli altri gruppi per: lingua, storia, stirpe, religione, stili di abbigliamento. Le differenze etniche sono completamente apprese. Esse hanno funzione di riproduzione culturale e sociale. Si basano spesso su mitologie Una etnia non corrisponde necessariamente a un territorio. Spesso una etnia si forma per influenza del contesto circostante.

Minoranza Minoranza: il concetto in sociologia non si limita all’aspetto statistico, ma indica un gruppo svantaggiato, unito da una forma di lealtà e solidarietà di gruppo. L’integrazione delle minoranze favorisce l’endogamia. Le minoranze nascono per: migrazioni, occupazioni, colonialismo.

Caratteristiche delle minoranze Sono gruppi subordinati all’interno di società complesse; Presentano aspetti fisici o culturali soggetti a valutazione negativa da parte dei gruppi dominanti; Acquistano un’autocoscienza di gruppo, essendo legati ad una medesima lingua e appartenenza a una storia, tradizione e destino condivisi; Possono in qualche misura trasmettere alle generazioni successive l’identità minoritaria.

Pregiudizio/discriminazione Pregiudizio = opinioni o atteggiamenti pre-concetti costruiti socialmente nei confronti di un individuo o di un gruppo. I pregiudizi si fondano su stereotipi, caratterizzazioni rigide e tendenzialmente immutabili di un gruppo. Discriminazione = comportamento effettivo di esclusione, di oppressione o di limitazione all’accesso di risorse nei confronti di un gruppo

Fra scienza e senso comune “ Il noto in genere, appunto perché noto, non è conosciuto” (Hegel, Fenomenologia dello spirito (1807)). L’utilizzo del termine razza è diventato sempre più un tabù nella società contemporanea, mentre l’utilizzo del termine razzismo è venuto a definire una serie di comportamenti e di pratiche sempre più ampia e sempre più spesso eccedente l’etimologia del termine. Il razzismo tende così a confondersi, fino a quasi a corrispondere con il termine etnocentrismo, o con il termine xenofobia, entrambi connotanti atteggiamenti pressoché atemporali.

Sumner, Folkways, 1906 sull’etnocentrismo. “Il punto di vista secondo il quale il gruppo a cui si appartiene è il centro del mondo e il campione di misura a cui si fa riferimento per giudicare tutti gli altri, nel linguaggio tecnico va sotto il nome di ‘etnocentrismo’… Ogni gruppo esercita la propria fierezza e vanità, dà sfoggio della sua superiorità, esalta le proprie divinità e considera con disprezzo gli stranieri (outsiders). Ogni gruppo pensa che i propri costumi (folkways) siano gli unici ad essere giusti, e prova soltanto disprezzo per quelli degli altri gruppi, quando vi presta attenzione”.

Levi Strauss: l’etnocentrismo come opposizione Noi/Loro L’etnocentrismo fa sì che un gruppo definisca se stesso come rappresentante dell’umanità, in opposizione ad un non-Noi definito come selvaggio. Ma l’incapacità a confrontarsi e a riconoscere l’altro è essa stessa una barbarie-, “Quest’attitudine di èensiero, in mone della quale i ‘selvaggi’ (o tutti coloro che si decide di considerare come tali) vengono respinti al di fuori dell’umanità, è proprio l’attitudine più rimarchevole e più caratteristica di questi stessi selvaggi”. Il vero selvaggio è colui che non relativizza.

Levi Strauss E’ un atteggiamento psicologicamente solida che “tende a riapparire in ognuno di noi quando ci troviamo dinanzi a una situazione inattesa” L’etnocentrismo porta alla naturalizzazione delle differenze… …ovvero alla disumanizzazione dell’Altro. In tal senso l’Altro è definito come metafore bestiali: ratti, pidocchi, scimmie o con termini realitiv all’igiene: pulire, epurare, ecc. L’etnocentrismo viene quindi definito come un protorazzismo: per combattere quest’ultimo bisogna decostruire il primo.

Il razzismo mascherato della contemporaneità “il razzismo non appare mai allo stato puro, ma sempre in modo mascherato: esse, nelle sue diverse forme, può essere mascherato o implicato nel nazionalismo (in questa o in quella forma di nazionalismo), nell’imperialismo coloniale, nell’etnismo, nell’eugenismo e nei campi ad esso legati (la psicologia differenziale dell’intelligenza), o ancora nel darwinismo sociale… Inoltre, il razzismo si presenta sempre meno sotto forma di teoria esplicita, o sotto forma di atti flagranti accompagnati da chiare rivendicazioni o legittimazioni, come se si trattasse, quindi, di una dottrina razziale espressa in una serie di tesi immediatamente decodificabili e, quindi, condannabili” (Taguieff, 1999, 47). Si presenta così un razzismo implicito, di matrice soprattutto simbolica, che è difficile combattere con strumenti legali di sanzione. Dovidio e Gaertner (1986) parlano altresì di razzismo avversativo come dell’atteggiamento di chi rifugge il contatto per paura di entrare in relazione con l’Altro e dimostrare un aspetto dequalificante della propria identità.

Il differenzialismo Un altro modo di esprimere il razzismo nell’età contemporanea è il differenzialismo ovvero una ideologia che considera le differenze culturali e soprattutto religiose come irriducibili e radicali: tale posizione, come sottolineano Sen e anche Colombo,è contenuta anche in alcuni approcci multiculturalisti che mirano al riconoscimento della diversità ma che tendono, al contrario, a rafforzare i confini fra i gruppi culturali presenti in un territorio. Il differenzialismo si esprime come etica e come politica che si fondano sulla differenza intergruppale come suprema valore.

Mixofobia Neologismo introdotto all’inizio degli anni Ottanta da Taguieff, per indicare “attitudine e comportamento di rifiuto nei confronti dell’incrocio, orrore delle mescolanze tra gruppi umani, che esprime un’ossessione nei confronti dell’impurità, e, più precisamente, della perdita di purezza identitaria del lignaggio” (Taguieff, 1999, 115).

Discriminazione o razzismo? Un modo indicato da Colette Guillaumin nel 1972 per risolvere questo dilemma è quello di considerare razzismo “ogni atteggiamento di esclusione che assume il carattere di permanenza”. In tal senso, sotto questa etichetta ricadrebbero anche discriminazioni che non si esprimono in maniera esplicita, ma anche discriminazioni che non hanno come fattore principale la razza.

Razzismo: casi storici Sociologia a.a. 2010\2011 Prof. Vincenzo Romania.

Straniero e rappresentazione Altro (il meteco, il barbaro o il mostro) costituisce un elemento di narrazione costante nelle società occidentali E’ una figura esterna e interna al contempo che definisce i confini del Noi L’alterità non è una dimensione assoluta ma sempre relazionale I pregiudizi nascono perciò sempre come rappresentazioni dell’altro L’altro o lo straniero non è semplicemente l’immigrato ma chiunque entra in un nuovo gruppo e cerca di essere accettato in esso. Egli è perciò una figura intellettualmente interessante che critica il dato per scontato del gruppo in cui entra.

L’Altro e(‘) noi “In ultima analisi parlare degli <> è chiaramente un modo di parlare di <>, dato che la narrazione non può sfuggire alla polarità loro\noi che costituisce il suo framework ineliminabile. Uno degli effetti – in ogni caso un effetto indiretto – della narrazione è di aiutare a porre l’attenzione su questo <> (Hartog, The Mirror of Herodotus. The Representation of the Other in the Writing of History, University of California Press, Berkeley, 1988.

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Name: 
razzismo
Author: 
vromania
Company: 
N/A
Description: 
Il razzismo: elementi teorici Sociologia, a.a.2010\2011
Tags: 
the | razzismo | and | gruppo | altro | ebrei | prima | politica
Created: 
10/27/2010 5:56:52 AM
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