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MODULO 1 UNITA’ DIDATTICA 1Le materie innominate – trasversali – i principi fondamentali

MODULO 1 UNITA’ DIDATTICA 1

Le materie innominate – trasversali – i principi fondamentali

INTRODUZIONE

preoccupazioni e sensibilità nei confronti delle esigenze di flessibilità e concorso tra i vari livelli non sono estranei all’impianto costituzionale italiano L’art. 5 fornisce un contemperamento tra unità ed indivisibilità della repubblica e riconoscimento e valorizzazione delle autonomie L’Impostazione delle funzioni amministrative (che si articolavano nelle deleghe) L’Armonica relazione tra fonti statali e regionali con l’utilizzo delle leggi cornice

L’Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Le leggi cornice

“dovevano rappresentare il punto di equilibrio tra le esigenze dell’autonomia e quelle dell’unità dello Stato. Evitando un indiscriminato appiattimento della legislazione regionale le leggi cornice postulano un’opera di contemperamento delle esigenze dell’autonomia con quelle dell’uniformità avendo istituzionalmente un carattere dinamico e la caratteristica di evolversi nel tempo, di seguire i mutamenti sociali, politici ed economici e, quindi, di permettere allo Stato un costante adeguamento della sua legislazione”. (ROVERSI MONACO)

I principi fondamentali

Avrebbero rappresentato lo snodo del sistema: mediante leggi di determinazione dei principi fondamentali lo Stato avrebbe provveduto – secondo il precetto della IX disp. Trans. Della Costituzione – ad adeguare le sue leggi alle esigenze delle autonomie locali ed alla competenza legislativa attribuita alle regioni.

La legge finanziaria del 1970

Il compromesso Le leggi cornice vennero paragonate ai principi desumibili in vigore Si consentì ai Consigli regionali che si andavano costituendo di funzionare e produrre proprie leggi, anche senza le leggi cornice. Il parlamento nazionale continuò le proprie abitudini abbandonando l’idea di approvare una legislazione di principi.

SEGUE) la conseguenza

Nacque un sistema regionale debole e confuso, La Corte costituzionale si assunse la responsabilità di regolare gli aspetti centrali della dinamica stato-regioni scindendo l’ambito dei principi e ciò che è fondamentale da ciò che non lo è

Segue …

Dopo l’introduzione del nuovo riparto ad opera della riforma del 2001, la prospettiva della Corte si inverte: non si tratta più di indagare se esista un titolo costituzionale di legittimazione per l’intervento regionale Si indaga sull’esistenza di riserve esclusive o parziali di competenza statale (vedi il nuovo art. 117)

Le materie innominate

Nella competenza cd. residual-generale delle regioni la giurisprudenza costituzionale colloca: L’artigianato (162/05) Il commercio (1/04) L’agricoltura (12 e 282/04) L’istruzione e la formazione professionale (50-51/05) Le politiche sociali (287 e 427/04-219 e 432/05) Il turismo e l’industria (107/05) Il trasporto pubblico locale (222/05) L’organizzazione degli uffici delle regioni (274/03, 2,345 e 380/04) L’ordinamento delle comunità montane (456/05)

Segue …

Nella competenza esclusiva dello Stato o concorrenti la giurisprudenza costituzionale colloca: I lavori pubblici e l’urbanistica (303/03) I tributi locali (37/04) Gli asili nido (320/04) La circolazione stradale (428/04) Gli aiuti alle imprese (354/04) Lo spettacolo ed i relativi incentivi (255/04 e 205/05)

Segue …

I criteri ed i metodi di differenziazione : La prevalenza (50/05, in tema di tutela del lavoro; 370/03 in materia di asili nido, 181 e 222/06, ancora in tema di tutela della salute) Lo storico normativo (407/02, 166/04 in materia di vivisezione) Gli interessi pubblici coinvolti (30/05 in materia di governo del territorio) Il metodo teleologico (che porta, ad esempio, a collocare in materie concorrenti come la tutela della salute interventi ed attività che questa tutela assumono come finalità da perseguire: 407/02, in materia di attività a rischio di incidente rilevante-222/03 in tema di animali esotici)

Le materie trasversali

Anche dette materie-valore o materie-non materie investono tutti gli ambiti di competenza regionale “al fine di porre le norme necessarie ad assicurare a tutti, sull’intero territorio nazionale, il godimento delle prestazioni garantite,come contenuto essenziale dei diritti civili e sociali, senza che la legislazione regionale possa limitarle o condizionarle” (282/02)

Segue …

Se ne delimita la pervasività: Nell’esigere l’intervento della legge Nel richiedere il rispetto del principio di leale collaborazione (necessità di un’intesa) Nell’escludere che il richiamo ai livelli essenziali possa individuare il fondamento per una disciplina statale di interi settori materiali (181/06, 285/03, 423 e 16/04, 282/02) Nel giustificare forme di diretta realizzazione da parte dello Stato di servizi (sociali) con disciplina sbilanciata da parte della regione (320/04) Nell’impedire che questa competenza statale possa tradursi nell’individuazione di condizioni per l’accesso a prestazioni Nel respingere ogni riferibilità di questi livelli a servizi di rilevanza economica (272/04) Nel negare la possibilità di poteri sostitutivi dello Stato se i livelli essenziali non sono stati previamente determinati dalla legge (6/04)

Segue …

Esempi di materie trasversali: La tutela della concorrenza Misure destinate alle imprese, finanziamento di nuovi patti territoriali fino ad une generale “funzione di stabilizzazione macroeconomica propria dello Stato” Si legittimano interventi statali volti a promuovere e proteggere l’assetto concorrenziale del mercato (272/04), anche se la competenza statale non esclude spazi di regolazione da parte delle regioni (29/06: sono legittime le norme regionali che prevedono il divieto a società a capitale pubblico proprietarie delle reti di partecipare alle gare per la gestione del servizio)

Segue …

Esempi di materie trasversali: La tutela dell’ambiente È più un compito, una funzione, uno scopo che non una materia, aprendo spazi di ammissibilità di interventi regionali Si riconosce la legittimità in tema di attività industriali a rischio di pericolo rilevante della previsione di prescrizioni e condizioni più rigorose di quelle stabilite nella normativa statale (407 e 536/02, 222 e 307/03) Ciò non vuol dire che la Corte affermi un generale principio di derogabilità in melius della disciplina statale: risultano illegittime norme regionali che derogano i limiti per la realizzazione di impianti e reti corrispondenti a rilevanti interessi nazionali Analoghi criteri in materia di sperimentazione sugli animali e smaltimento rifiuti radioattivi

I principi fondamentali

La normazione è riservata alla esclusiva competenza dello Stato, pure nelle materie rimesse alla potestà normativa concorrente (art. 117/III) Sono criteri ed obiettivi, nuclei essenziali del contenuto normativo che devono comunque lasciare alle regioni un adeguato spazio per la scelta degli strumenti in concreto più adeguati per perseguire gli obiettivi indicati (87/06 e 196/04)

Segue …

Esempi : La giurisprudenza costituzionale sui condoni edilizi Nella disciplina del condono edilizio di tipo straordinario convergono la competenza legislativa esclusiva dello Stato per quanto riguarda la esenzione dalla sanzionabilità penale (con la correlativa disciplina strumentale della piena collaborazione dei Comuni con gli organi giurisdizionali quindi chiamati ad applicare la legge sul condono) e la competenza legislativa di tipo concorrente delle Regioni ad autonomia ordinaria in tema di «governo del territorio», nonché di «valorizzazione dei beni culturali ed ambientali», oltre a varie altre competenze innominate riconducibili al quarto comma dell'art. 117 Cost. (ad esempio, commercio, turismo, insediamenti produttivi). Al tempo stesso, non si può fondamentali poteri di gestione dell'assetto urbanistico ed edilizio del territorio sottovalutare la tradizionale titolarità da parte dei Comuni dei, ivi compreso l'ordinario e limitato potere di sanatoria edilizia (49/06)

SEGUE)…

il riconoscimento alle Regioni del potere di modulare l'ampiezza del condono edilizio in relazione alla quantità e alla tipologia degli abusi sanabili, resta ferma la spettanza al legislatore statale della potestà di individuare la portata massima del condono edilizio straordinario, attraverso la definizione sia delle opere abusive non suscettibili di sanatoria, sia del limite temporale massimo di realizzazione delle opere condonabili, sia delle volumetrie massime sanabili» (analogamente si vedano le sentenze nn. 70 e 304 del 2005).

Segue…considerazioni sui principi fondamentali

L’ampiezza e l’area di operatività dei principi fondamentali – non avendo caratteri di universalità e rigidità – non possono essere individuate in modo aprioristico e valido per ogni tipologia di disciplina normativa, ma devono essere valutate alla luce delle esigenze e delle finalità perseguite, potendo anche, in relazione al caso concreto, arrivare ad esaurire l’intera disciplina. E’ in re ipsa la legittimità della decretazione d’urgenza, non invece quella al decreto legislativo

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MODULO 1 UNITA’ DIDATTICA 1Le materie innominate – trasversali – i principi fondamentali
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stato | competenza | principi | segue | materie | regioni | leggi | statale
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3/4/2007 5:31:14 PM
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