I MODELLI DI DIFFUSIONEDELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
I MODELLI DI DIFFUSIONEDELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
PREMESSE
Gli studi sui processi di diffusione dell’innovazione tecnologica tentano di rispondere a domande del tipo:
perché la diffusione non è un processo istantaneo?
perché alcune tecnologie si diffondono più rapidamente di altre?
perché in alcuni paesi/settori i processi di diffusione sono più rapidi?
perché alcune imprese adottano le nuove tecnologie prima di altre?
perché la curva che rappresenta l’evoluzione temporale di un processo di diffusione generalmente assume un andamento ad S?
quali sono le variabili che regolano il processo attraverso il quale una innovazione tecnologica si diffonde?
PREMESSE
INVENZIONE ≠ INNOVAZIONE ≠ DIFFUSIONE
ADOZIONE ≠ DIFFUSIONE (somma di adozioni)
NATURA DEI MODELLI
descrittivi (interpretativi, ex-post)
forecasting (predittivi, ex-ante)
normativi (ex-ante)
VARIE DISCIPLINE (sociologia, geografia, economia, marketing, …)
VARI UTILIZZI (studiosi, policy-maker, imprese)
DEFINIZIONE
La diffusione è il processo mediante il quale una innovazione viene trasmessa nel tempo tra i membri di un sistema sociale attraverso certi canali (Rogers, 1983)
DEFINIZIONE
L’innovazione è un’idea, una pratica o un oggetto che è percepito come nuovo da un individuo o un’altra unità di adozione.
I canali di comunicazione sono i mezzi attraverso i quali le informazioni sull’innovazione si propagano.
Il tempo è un aspetto fondamentale del processo, in quanto, la diffusione non è un fenomeno istantaneo.
Il sistema sociale è un insieme di unità interrelate impegnate nella risoluzione congiunta di problemi per raggiungere un obiettivo comune.
CATEGORIE DI ADOTTATORI
DETERMINANTI DEL TASSO (VELOCITÀ) DI ADOZIONE (Rogers, 1983)
Tipo di decisione di innovazione
Canali di comunicazione
Natura del sistema sociale
Natura degli sforzi promozionali dell’agente del cambiamento
Attributi percepiti dell’innovazione (vantaggio relativo; compatibilità; complessità; possibilità di essere sperimentata; osservabilità dei risultati)
MODELLO CONCETTUALE DEL PROCESSO DI DIFFUSIONE (ROGERS, 1995)
MODELLO EPIDEMICO
All’interno di una popolazione di N individui, il numero di soggetti che tra t e t+1 contraggono il contagio è proporzionale alla percentuale dei soggetti già contagiati e al numero di quelli ancora sani :
dove mt è il numero totale di individui che in t ha già subito il contagio. Il coefficiente di proporzionalità b dipende da vari fattori come il grado di infettività dell’epidemia e la frequenza dei contatti tra gli individui. L’equazione differenziale corrispondente è:
che ammette come soluzione l’equazione di una curva logistica
dove a è una costante d’integrazione.
LA CURVA LOGISTICA
GLI ASSUNTI DI BASE
1. l’introduzione di una innovazione offre a tutti i membri di una popolazione data, stabile nel tempo, uguali opportunità di profitto;
2. i membri di tale popolazione hanno identiche caratteristiche ma non la medesima informazione (grado di esposizione al contagio) circa la superiorità del bene capitale innovativo. Questa informazione può essere acquisita dai potenziali adottatori meno dotati solo grazie al contatto (contagio) con gli adottatori più tempestivi;
3. la velocità con cui l’innovazione si diffonde dipende dalle opportunità di profitto offerte risultando più elevata per le innovazioni più vantaggiose;
4. il processo di diffusione ha termine una volta che l’informazione sull’innovazione abbia raggiunto tutti i membri della popolazione.
IL MODELLO DI BASS (1969)
Si rifà alla tradizione del Marketing (che ha una evoluzione parallela a quella in ambito economico)
Considera gli effetti congiunti di imitazione (influenza interna) e innovazione (influenza esterna)
Innovazione è legata all’azione dell’agente del cambiamento
MIXED MODEL
Si tratta di una curva ad S non-simmetrica; il punto di flesso cade tra 0% e 50%
MODELLI DI EQUILIBRIO
Secondo l’approccio epidemico la tecnologia si diffonde con il propagarsi della conoscenza, e tutti gli utenti sono uguali. Viceversa i modelli di equilibrio assumono che tutti i potenziali utilizzatori siano a conoscenza della tecnologia ma differiscano per alcune caratteristiche che ne determinano la redditività
“Scuola dell’equilibrio” perché la diffusione viene descritta come “una sequenza di equilibri determinati da cambiamenti negli attributi economici dell’innovazione e nell’ambiente”(Silverberg et al. 1988).
All’eterogeneità cognitiva si sostituisce l’eterogeneità, di natura strutturale, della popolazione di riferimento, e al contagio (imitazione) quale “motore” della diffusione subentra il “technological improvement”
IL MODELLO DI DAVID(diffusione delle mietitrebbie)
L’i-simo imprenditore agricolo acquista la mietitrebbia quando:
Con wt è il tasso di salario, piNt il costo medio annuale della mietitrebbia, LiOt e LiNt la quantità annua di manodopera richiesta rispettivamente dal vecchio metodo manuale e dal nuovo metodo meccanico. Assumendo che nessun metodo presenti economie di scala, si può porre:
LiOt = a1Sit e LiNt = a2Sit con a1 > a2 > 0
dove Sit rappresenta la dimensione della azienda in t.
Esclusa la macchina, il solo fattore di produzione rimane il lavoro, direttamente proporzionale agli acri coltivati a granturco: l’impiego della nuova tecnologia ne consente una riduzione certa. Combinando le precedenti equazioni si ha:
RAPPRESENTAZIONE GRAFICA
LIMITI DEI MODELLI NEOCLASSICI
non considerano gli squilibri e i successivi processi di riaggiustamento generati dalla comparsa di una innovazione
eliminano l’incertezza radicale connaturata con i fenomeni innovativi
ammettono l’esistenza di processi decisionali ottimizzanti
assumono la piena disponibilità e gratuità delle conoscenze tecnico-economiche
semplificano la tecnologia, eliminandone le componenti dinamiche e la varietà delle realizzazioni
APPROCCIO EVOLUTIVO
Variabili interpretative del processo di diffusione: presenza di una componente tacita, soggetta a processi di apprendimento, nelle “conoscenze” tecnologiche delle imprese; assunzione di comportamenti non ottimizzanti; endogeneità esistente tra i percorsi del cambiamento tecnologico e strutture di mercato; manifestarsi di situazioni di evoluzione selettiva che determinano gli stati verso i quali il sistema si dirige.
La varietà tecnologica esistente tra le varie imprese (concetto di tecnologia come distribuzione di tecniche diverse) è alla base del loro vantaggio competitivo, e insieme alle scelte strategiche determina lo svolgersi del percorso di diffusione. In questa prospettiva, le singole imprese sono in grado di incidere profondamente, attraverso le loro scelte imprenditoriali, nello sviluppo del processo innovativo.
ADOZIONE VS. SELEZIONE
MODELLO DI SILVERBERG, DOSI E ORSENIGO
Il percorso del cambiamento tecnologico rappresenta il risultato di interazioni in parte non intenzionali degli agenti economici e delle caratteristiche mutevoli della tecnologia
Ogni tecnologia si caratterizza per essere specifici livelli di appropriabilità, incertezza e cumulatività, e per la particolare combinazione di conoscenze tacite ed esplicite
Si assume la presenza di traiettorie tecnologiche, in quanto la ricerca di nuove soluzioni avviene nell’intorno delle soluzioni attualmente praticate
Il livello di varietà tecnologica presente in un settore dipende anche dalle strategie (deliberate e non) assunte dalle imprese
MODELLO DI SILVERBERG, DOSI E ORSENIGO
I processi evolutivi sono il risultato dell’azione di meccanismi di selezione (attivati dalle imprese innovatrici) e di learning (tramite imitazione). Questi ultimi agiscono nel senso di riequilibrare le asimmetrie introdotte dall’innovazione
Si può parlare di traiettorie tecnologiche in competizione (quella esistente e quella emergente)
Il processo di diffusione sebbene nel suo complesso si evolva secondo un percorso di tipo logistico risulta costellato da una serie di “drammi individuali”
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