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LA MISURAZIONE DEL VALORE CREATO Gli approcci Rapm; L’EVA

LA MISURAZIONE DEL VALORE CREATO Gli approcci Rapm; L’EVA

RAPM: Risk adjusted performance measure

(. . .) Gli indicatori Rapm forniscono una misura della performance aggiustata in funzione del rischio. L’indicatore che viene utilizzato per questo tipo di misurazione è il RORAC = Nopat / capitale a rischio dove: Nopat = net operating profit after taxes

Nopat

Utile netto Senza la partecipazione della voce 120: Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri

Capitale a rischio

Esprime la quantità di capitale necessario a coprire eventuali perdite di valore generate da variazioni dei parametri di rischio considerati. Le tipologie di rischio che compongono questo capitale, come più volte ribadito, sono: rischio di mercato; rischio di credito; rischio di liquidità; rischio operativo.

Limiti dell’approccio Rapm

L’indicatore RORAC (Nopat / capitale a rischio) esprime il rapporto tra reddito e rischi senza fornire chiare indicazioni sull’effettiva creazione di valore. Per determinare quest’ultima grandezza è necessario associare al reddito operativo (Nopat) il concetto di costo del capitale. Cioè, è opportuno affiancare al Rorac un indicatore di performance basato sulla differenza fra risultato economico prodotto e costo del capitale impiegato.

EVA Economic Value Added

Eva = Nopat – Wacc * capitale impiegato Questo indicatore misura l’efficienza con cui la banca utilizza il capitale investito (capitale proprio o di debito) per ottenere flussi monetari netti (di ricavi e costi futuri) che producono ricchezza “aggiunta” per gli azionisti. L’EVA viene calcolato come differenza tra profitto (Nopat) e costo del capitale complessivamente impiegato (Wacc * capitale impiegato): dove il Wacc (weighted average cost of capital) rappresenta il costo medio ponderato del capitale (equity, equity equivalent e di debito).

(. . .)

Poste del capitale dette DI DEBITO Prestiti subordinati Poste del capitale dette EQUITY Capitale Riserve Riserve di rivalutazione Utili Poste del capitale dette EQUITY EQUIVALENT Fondi rischi e oneri

Il costo del capitale proprio (equity ed equity equivalent)

Il costo delle poste equity ed equity equivalent (Ke) è pari al costo opportunità che si sosterrebbe investendo in un portafoglio azionario con un rischio comparabile a quello aziendale, ed è direttamente proporzionale alla componente di rischio di business della banca: il rendimento minimo in grado di soddisfare l’azionista deve essere almeno uguale a tale costo. Per definire il costo del capitale proprio (Ke), la metodologia più utilizzata è il capital asset pricing model (Capm) che mette in relazione la remunerazione attesa per un particolare investimento con la remunerazione media del mercato.

. . . Il costo del capitale proprio “Capm”

Ke = Rf + b (Rm – Rf) Nel Capm il costo opportunità del capitale è definito come somma di un tasso risk-free (es rendimento di un Btp) e di un multiplo del premio a rischio (media geometrica delle differenze tra il tasso risk-free e lo specifico tasso di remunerazione dell’investimento): dove: Ke = costo opportunità del capitale Rf = tasso privo di rischio dei titoli di Stato a lunga scadenza = misura della sensitività dell’andamento del titolo bancario ai movimenti dell’indice di mercato (Rm – Rf ) = premio a rischio, che compensa gli investitori per il rischio generale di investire in azioni piuttosto che in strumenti privi di rischio

. . . b

Indica che in media una variazione dell’1% del mercato determina una variazione dello 0,5% del prezzo dell’azione b = 0,5 Implica che in media una variazione dell’1% del mercato determina una variazione dell’1,5% del prezzo dell’azione b = 1,5 Segnala che una variazione dell’1% del mercato si riflette in una variazione dell’1% del prezzo del titolo azionario b = 1 Quanto più elevato è b, tanto maggiore sarà il rischio e quindi il premio atteso dall’investitore.

Il costo del capitale di debito

È un costo reale essendo un costo monetario espresso dagli interessi passivi, al netto del risparmio realizzabile con la deducibilità degli interessi passivi. Può essere determinato calcolando la media ponderata dei tassi di interesse passivi che la banca paga per i prestiti subordinati riportati in bilancio: dove: Kd = costo medio ponderato dei prestiti subordinati r x = tasso d’interesse pagato sul debito subordinato x Dx = valore nominale del prestito subordinato x D = valore nominale totale dei prestiti subordinati t = imposizione fiscale

Scelta tra Roe ed Eva per valutare un investimento.

L’utilizzo del Roe o dell’Eva può condizionare la valutazione dell’opportunità / convenienza di effettuare un investimento. Un esempio numerico può essere utile per chiarire il diverso contenuto informativo degli indicatori Roe ed Eva: La banca A trova conveniente investire se utilizza il Roe come parametro di valutazione, mentre deciderà di non investire se utilizza l’Eva. Per la banca B la situazione è opposta. Ma dal punto di vista dell’azionista l’investimento risulterà conveniente solo per la banca B, perché incrementa il valore dell’azienda.

La valutazione di una banca attraverso il metodo EVA

Secondo la teoria finanziaria, il valore di un’impresa è uguale al valore attuale di tutti i flussi di cassa futuri che essa è reputata in grado di generare. Tuttavia l’utilizzo di questo metodo non considera il valore della performance corrente, ovvero quanta parte di valore d’impresa è dato dalla performance che l’impresa sta già conseguendo. Al contrario con la valutazione EVA, gran parte del valore d’impresa può essere spiegato sulla base della performance corrente.

. . .La valutazione di una banca attraverso il metodo EVA: il Market Value Added

Il Market Value Added (MVA) è un sistema di misurazione che risponde all’esigenza di affinità e coerenza con il metodo con cui i mercati dei capitali valutano un’impresa. L’ MVA rappresenta il maggior valore che il mercato riconosce al capitale investito in un’azienda. L’MVA è definito come differenza tra il valore di mercato e il capitale investito.

. . .La valutazione di una banca attraverso il metodo EVA: il Market Value Added

Maggior valore aggiunto dal mercato (MVA) Capitale investito Eva n+1 Eva n+5 Eva n+4 Eva n+3 Eva n+2 Future performance di creazione di valore (Eva futuri attualizzati)

La relazione tra Mva ed Eva

i = tasso di attualizzazione = wacc

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LA MISURAZIONE DEL VALORE CREATO Gli approcci Rapm; L’EVA
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capitale | eva | rischio | costo | valore | banca | mercato | equity
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4/23/2008 9:48:09 AM
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