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Liberalismo, liberismo, protezionismo Teorie economiche e fatti concreti

Liberalismo, liberismo, protezionismo Teorie economiche e fatti concreti

Il liberalismo Nonostante il tentativo attuato al congresso di Vienna (1815) di operare una restaurazione dell'ancien régime, il liberalismo ebbe forza diffusiva nel corso del XIX secolo. I suoi fondamenti erano: il principio della separazione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario), teorizzato da Montesquieu ne L'ésprit des lois (1748); il costituzionalismo come mezzo di limitazione del potere del sovrano e di razionale e certa attribuzione delle funzioni e delle competenze fra i diversi organi dello stato, oltre che come garanzia del cittadino, non più suddito; l‘ habeas corpus inteso a garantire l’intangibilità della persona; la libertà di associazione e di pensiero; la libertà religiosa; la libertà economica intesa come libertà di possesso e d'intrapresa.

Il liberoscambismo Connesso al liberalismo in campo politico era il liberismo o liberoscambismo dottrina nella quale la libertà economica era inizialmente associata all'eliminazione di ogni vincolo o condizionamento da parte dello Stato. La scienza economica moderna era stata fondata nel periodo illuministico con Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776) dell'economista scozzese Adam Smith. Tale opera teorizzava che il libero scambio fosse il sistema più funzionale alla crescita economica dei popoli. Poiché per sviluppo economico e finanziario la GB rimase per tutto il 1800 lo stato leader, anche i modelli teorici ivi elaborati ebbero grande successo e si diffusero dalla GB nel continente dalla metà del 1800. Subirono poi revisioni dalla seconda metà degli anni '70 e negli anni '80 del XIX secolo, durante le diverse fasi dello sviluppo economico degli stati nazionali. Ciò non inficiò la manifestazione del liberalismo nella sua dimensione politica. Gli anni '70 furono dunque di svolta anche sul versante economico oltre che su quello della storia politica.

Nuove teorie economiche Il varo delle leggi liquidatorie del protezionismo cerealicolo aveva fatto della GB il campione dei principi liberoscambisti, che in quel contesto erano riusciti a prevalere perché l'industria aveva imbattibili capacità concorrenziali. Ma anche le nuove teorie revisioniste si muovevano dagli interessi concreti dei paesi second comers e confermavano la stretta connessione fra elaborazioni teoriche ed interessi economici concreti. Infatti, mentre i produttori di vino ed olio restavano liberisti, i produttori di cereali erano colpiti dalla concorrenza dei grani soprattutto USA ed optavano per il protezionismo. Si trattò della scuola storica tedesca o, in Italia, della scuola del Lombardo-Veneto di Lampertico e Luzzatti che proposero modelli di intervento dello Stato nell'economia per sostenere lo sviluppo.

L’intervento dello Stato Questo approccio era in contrasto con la tesi della "mano invisibile” di Smith. Si affermava, infatti, il principio che lo Stato può e deve intervenire nell’interesse generale nei casi in cui i privati non abbiano interesse economico ad operare. La statizzazione delle ferrovie in Italia partiva dal presupposto che questo servizio, essenziale per realizzare un mercato nazionale delle merci e dunque per lo sviluppo, non poteva essere affidato alle compagnie private. Analogamente si richiedeva la protezione doganale per settori ritenuti strategici come la granicoltura minacciata dai cereali soprattutto USA o quando una manifattura nazionale non sarebbe potuta decollare per la concorrenza internazionale.

La crisi del costituzionalismo Il costituzionalismo era stato lo strumento giuridico volto a garantire l’affermazione dei principi liberali e a definire i poteri del sovrano, la divisione e l'equilibrio dei tre poteri e le modalità della rappresentanza. La storia del costituzionalismo è assai differenziata in Europa. In GB dalla Gloriosa rivoluzione (1688) si era affermata in modo incruento la monarchia costituzionale. Nell'Europa continentale, la Rivoluzione francese era stata il sanguinoso spartiacque (1789) tra due epoche cui era succeduto il periodo storico dominato dalle forze della Restaurazione, con esiti talvolta controrivoluzionari. Dove erano aperte questioni di autogoverno, unità ed indipendenza, come in Belgio, in Italia e in Germania, il costituzionalismo era stata un'idea forza a sostegno dei Risorgimenti nazionali; dove questioni di indipendenza e unità nazionale non esistevano, come in Francia, aveva avuto uno sviluppo autonomo; dove l'autocrazia imperiale era potente, la società civile assai arretrata, come nella Russia zarista, il costituzionalismo era giunto in ritardo, mostrandosi debole. Nell'ultimo quarto di secolo, il costituzionalismo liberale cominciò ad attenuare la propria forza diffusiva, che prima appariva inarrestabile.

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Liberalismo, liberismo, protezionismo Teorie economiche e fatti concreti
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stato | costituzionalismo | liberalismo | libertà | sviluppo | economico | economica | teorie
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10/26/2009 4:46:59 PM
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