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LUNEDÌ 25 OTTOBRE – ELEMENTI DI ECONOMIA

LUNEDÌ 25 OTTOBRE – ELEMENTI DI ECONOMIA

IL PIL Valore monetario dei beni e servizi destinati ad usi finali prodotti in un determinato periodo di tempo in un sistema economico Quando si parla di crescita economica, si intende il tasso di crescita del PIL, vale a dire la sua variazione relativa

FLUSSO CIRCOLARE

FLUSSI E FONDI PIL: variabile di flusso = misura la variazione di valore occorsa in un intervallo di tempo Ricchezza: variabile di fondo / stock = misura il valore esistente in un istante di tempo Tale distinzione è analoga a quella tra conto economico e stato patrimoniale nei conti aziendali

I NF S F BS MF E totale imprese (I)         800  110   910 nuclei familiari (NF)     10 800       810 stato (S)   100       60   160 fattori (F) 800             800 beni e servizi (BS) 110 510 150       50 820 accumulazione (MF)   200         100 300 estero (E)         20 130   150 Totale 910 810 160 800 20 300 150   MATRICE DI CONTABILITÀ SOCIALE Ogni casella costituisce un flusso monetario in uscita dal soggetto in colonna ed in entrata verso il soggetto in riga

PIL come valore aggiunto = valore delle vendite – consumo intermedio   I NF S F BS MF E totale imprese (I)         800 110   910 nuclei familiari (NF)     10 800       810 stato (S)   100       60   160 fattori (F) 800             800 beni e servizi (BS) 110 510 150       50 820 accumulazione (MF)   200         100 300 estero(E)         20 130   150 totale 910 810 160 800 820 300 150   LE TRE OTTICHE DEL PIL

LE TRE OTTICHE DEL PIL Valore aggiunto = valore della produzione – consumo intermedio = f (K,L,R,A) FATTORI / INPUT K = capitale fisico (impianti, macchinari, ecc.) L = lavoro R = risorse non prodotte A = residuo, individuato di volta in volta in produttività totale o congiunta dei fattori, tecnologia, capacità imprenditoriale

PIL come reddito dei fattori produttivi: I F 800 LE TRE OTTICHE DEL PIL Reddito = W + Π W = redditi da lavoro dipendente / subordinato Π = redditi da lavoro autonomo + risultato di gestione (ciò che rimane una volta corrisposti i redditi da lavoro dipendente)

PIL come spesa aggregata: C + I + G + X – M   I NF S F BS MF E imprese (I)         800 110   nuclei familiari (NF)     10 800       stato (S)   100       60   fattori (F) 800             beni e servizi (BS) 110 510 150       50 accumulazione (MF)   200         100 estero (E)         20 130   LE TRE OTTICHE DEL PIL

COMPOSIZIONE DEL PIL Quale grandezza, tra le sottostanti, è inclusa nel calcolo del PIL? una variazione delle scorte una compravendita di beni usati un’emissione di obbligazioni servizi gratuiti di igiene e cura acquisto di materie prime utilizzate ed esaurite nel processo produttivo

una variazione delle scorte: tale grandezza rientra negli investimenti, essendo considerata un impiego di risorse in vista di vendite future. I beni vengono contabilizzati solo quando sono venduti per la prima volta, non in caso di trasferimenti successivi Tutte le attività finanziarie e creditizie sono escluse dal PIL (è incluso invece il valore aggiunto delle imprese bancarie, finanziarie ecc.)… …come le prestazioni gratuite (o in generale non remunerate)… …e gli input intermedi, che non arrivano al consumatore finale in quanto “consumati” dall’attività di produzione, per la quale essi rappresentano un costo, e non un attivo

PIL E REDDITO NAZIONALE Il PIL segue un criterio “geografico”, calcola cioè la produzione all’interno di confini nazionali Il Reddito Nazionale Lordo invece adotta un criterio “giuridico”, riferendosi alla cittadinanza dei soggetti che producono reddito Il termine “lordo” indica che non si è tenuto conto della fisiologica perdita di valore del capitale fisso (ammortamento)

VARIAZIONE DEL PIL Variazioni delle singole componenti non sempre si traducono in variazioni del PIL Ipotizziamo una situazione in cui ΔM = ΔC + ΔI + ΔX; di quanto varia il PIL? Nel breve periodo, una variazione delle importazioni può essere totalmente assorbita da consumi, investimenti ed esportazioni, lasciando invariato il PIL

NOMINALE E REALE Una grandezza è nominale quando dipende dai livelli di prezzo utilizzati per calcolarla Prezzo = unità di valore monetario necessarie per acquistare una certa quantità di merce (bene o servizio) I prezzi sono tutti relativi, poiché esprimono la relazione che intercorre tra il valore di due merci differenti, compresa la moneta

NOMINALE E REALE Una grandezza è reale quando prescinde dai livelli di prezzo utilizzati per calcolarla La definizione di reale non è possibile in assoluto, ma soltanto in riferimento ad un livello generale dei prezzi Le grandezze reali si usano per confronti spazio-temporali: Tempo: prezzi-base Spazio: PPP (parità di potere d’acquisto)

PIL NOMINALE E REALE Anno 2000 Bene A Bene B Bene C Prezzo 1 2 4 Quantità 100 50 25 Anno 2001 Bene A Bene B Bene C Prezzo 1,5 1,5 3,5 Quantità 90 70 30 Anno 2002 Bene A Bene B Bene C Prezzo 2 2,5 3 Quantità 60 60 40 Anno base 2000 2000 2001 2002 PIL nominale 300 345 390 PIL reale 300 350 340 Deflatore del PIL 100 98,57 114,71 Tasso d’inflazione - -1,43% 16,37% PIL nominale = prezzo * quantità di ogni bene nell’anno considerato; PIL reale = quantità di ogni bene nell’anno considerato * prezzo di ogni bene nell’anno base Deflatore del PIL = (PIL nominale / PIL reale di un dato anno) * 100 Tasso d’inflazione = variazione % del deflatore rispetto all’anno precedente

LIVELLO GENERALE DEI PREZZI Anno 2000 Bene A Bene B Bene C Prezzo 1 2 4 Quantità 100 50 25 Anno 2001 Bene A Bene B Bene C Prezzo 1,5 1,5 3,5 Quantità 90 70 30 Anno 2002 Bene A Bene B Bene C Prezzo 2 2,5 3 Quantità 60 60 40 Anno base 2000 2000 2001 2002 Costo del paniere 12 12,5 16 IPC 100 104,17 133,33 Tasso d’inflazione - 4,17% 27,99% Paniere di riferimento: 4A, 2B, C (coincidente con i consumi dell’anno base) IPC = (costo del paniere in un certo anno / costo del paniere nell’anno base) * 100 Tasso d’inflazione = variazione % dell’IPC rispetto all’anno precedente

ANCORA SUGLI INDICI DEI PREZZI Anno 2000 Bene A Bene B Bene C Prezzo 1 2 4 Quantità 100 50 25 Anno 2001 Bene A Bene B Bene C Prezzo 1,5 1,5 3,5 Quantità 90 70 30 Anno 2002 Bene A Bene B Bene C Prezzo 2 2,5 3 Quantità 60 60 40 Anno base 2000 2000 2001 2002 Costo del paniere 12 12,5 16 IPC 100 104,17 128 Tasso d’inflazione - 4,17% 22,88% Paniere di riferimento: 4A, 2B, C (coincidente con i consumi dell’anno base) IPC = (costo del paniere in un certo anno / costo del paniere nell’anno precedente) * 100 Tasso d’inflazione = variazione % dell’IPC rispetto all’anno precedente

COMPARAZIONE INDICI Anno base 2000, inflazione calcolata col Deflatore e con l’IPC (riferimento all’anno base) Indici a base fissa 2000 2001 2002 Deflatore del PIL - -1,43% 16,37% IPC - 4,17% 27,99%

COMPARAZIONE INDICI Confronto base fissa-mobile per lo stesso indice e confronto tra indici con stesso tipo di base Indici 2001 2002 Base fissa Base mobile Base fissa Base mobile Deflatore del PIL -1,43% -1,43% 16,37% 23,65% IPC 4,17% 4,17% 27,99% 22,88%

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Name: 
lezione_-_25_ottobre_-...
Author: 
Grace
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Description: 
LUNEDÌ 25 OTTOBRE – ELEMENTI DI ECONOMIA
Tags: 
pil | bene | anno | base | reale | 100 | 800 | prezzo
Created: 
10/24/2010 4:35:24 PM
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