Psichiatra e filosofo tedesco
Opere:
Psicopatologia generale, 1913
Psicologia delle visioni del mondo, 1919
Filosofia, 1932
Sulla verità, 1947
La fede filosofica, 1948
Introduzione alla filosofia, 1953
La fede filosofica di fronte alla rivelazione, 1962
La psicopatologia ottocentesca
Jaspers: fondatore della psicopatologia come disciplina psicologica
La psicopatologia ottocentesca
branca della psichiatria (medicina)
ricerca delle cause organiche, per spiegare le malattie
sviluppo di tecniche mediche per curare i sintomi
classificazione sistematica dei sintomi secondo il modello: sintomo = disturbo = deviazione di una funzione
La psicopatologia come disciplina psicologica autonoma (1913)
Jaspers: mutamento nel metodo di osservazione
Il sintomo è un segno che indica un diverso modo di elaborare l’esperienza
Il principio dell’anomalia psichica va cercato all’interno dell’individuo
l’anomalia psichica non è una dis-funzione
L’anomalia segnala un certo modo di essere al mondo e di progettare un mondo
Spiegare e comprendere
La vita psichica è un processo, un accadere temporale
La psicopatologia studia
lo sviluppo psichico
non le cause organiche (scienze naturali)
Distinzione tra
spiegare (erklären): psicologia esplicativa
comprendere (verstehen): psicologia comprensiva
Psicologia esplicativa
Il fenomeno psichico: oggetto per un soggetto conoscente
analisi conoscitiva (dal di fuori) dei nessi causali
Trasformazione dei fenomeni psichici
li assume sotto leggi, mettendoli in relazione con altri fenomeni differenti
li frantuma in parti, considerate più reali del fenomeno complessivo
l’insieme della vita psichica viene dissolto negli elementi del pensiero causale
Psicologia comprensiva
Visione intuitiva del fenomeno dal di dentro (Dilthey)
rendere presenti ed evidenti di per sé stati d’animo che i malati sperimentano
astenersi da tutte le interpretazioni che trascendono la pura descrizione (Husserl)
Si tratta di vedere il fenomeno (e le strutture che in esso emergono) dal versante del malato, e non dal versante di chi indaga
Si tratta di partecipare al fenomeno, in modo che esso mostri la sua essenza a chi lo comprende (metodo fenomenologico)
Contro il dualismo anima-corpo
Jaspers taglia i ponti con l’impostazione naturalistica della psicologia e con l’esigenza di oggettivazione ad essa connessa
Jaspers supera il dualismo anima e corpo, che riduce ogni espressione psicologica ad affezioni cerebrali
la contrapposizione di psiche e soma è un’astrazione, che disturba (invece di favorire) la comprensione
l’essere umano va considerato come un tutto
Il limite della scienza
Natura del procedimento metodologico della scienza
oggettivazione del reale mediante ipotesi di natura matematica
nella conoscenza scientifica l’essere umano viene ridotto a oggetto, cioè a qualcosa che può essere studiato dall’esterno
Il volto del reale non si riduce a quello che risulta dall’oggettivazione matematica
L’uomo non si riduce al suo corpo e, quindi, sta oltre ogni possibile e afferrabile oggettivazione
Io non posso comprendere dall’esterno l’essere che io sono. Posso conoscermi solo dall’interno, prendendo coscienza delle mie possibilità
Distinzione tra scienza e filosofia
La scienza oggettivante frantuma la totalità dell’essere, in quanto coglie solo determinati aspetti del reale
La filosofia vede, nei dati oggettivi, solo le “cifre” di una realtà ulteriore: la totalità dell’essere, la Trascendenza, l’Onniabbracciante (das Umgreifende)
L’uomo nella sua interezza è sempre più grande di quello che le singole scienze umane possono dire di lui
L’essere nella sua totalità è sempre più grande di quello che che le singole scienze possono dire di esso
Situazionalità e prospettivismo
L’esistenza umana
è sempre storicamente e culturalmente situata (situazionalità)
può aprirsi all’essere solo da un determinato e individuato punto di vista (prospettivismo)
Il prospettivismo rinvia alla totalità dell’essere (Trascendenza), che non si può mai comprendere e afferrare compiutamente e definitivamente, ma che, manifestandosi nelle realtà del mondo, già sempre ci appella
Il prospettivismo in Jaspers e in Nietzsche
L’antropologia jaspersiana
L’individuo è
Esser-ci (essere biologico, realtà psicofisica)
Coscienza in generale (essere conoscente, capace di produrre scienza, cioè un pensiero oggettivo e universalmente valido)
Spirito (essere produttore di valori artistici, giuridici, morali, religiosi, in grado di donare senso e unità)
Esistenza (essere che si sceglie nella sua singolarità e storicità, distinguendosi dalla massa e rapportandosi alla Trascendenza)
Orientamento nel mondo e chiarificazione dell’esistenza
Orientamento filosofico nel mondo
l’uomo deve cercare di chiarire chi egli sia, in rapporto all’essere del mondo che gli si contrappone
questa ricerca non può mai concludersi, in quanto le scienze forniscono una conoscenza degli oggetti nel mondo (non una comprensione del mondo)
Chiarificazione filosofica dell’esistenza
L’esistenza (essere se stessi in senso autentico)
non si riduce a ciò che egli è a livello meramente empirico e quotidiano (esserci) e che lo accomuna agli altri
bensì è un compito (affatto specifico e personale) che egli deve realizzare nella sua libertà
Esistenza situata e esistenza possibile
L’esistenza (singola, concreta) è “situata”
segnata da una parzialità ineliminabile
L’esistenza (singola, concreta) è esistenza “possibile”
libertà e rischio della scelta tra diverse possibilità di vita
libertà e rischio della scelta tra esser-ci (mero vivere quotidiano) ed esistenza (essere-se-stessi in maniera autentica)
L’esistenza
“Esistenza” indica tutto ciò che inerisce in maniera essenziale all’essere di un individuo
di contro a tutto ciò che gli appartiene solo esteriormente, perché non dipende da lui
L’individuo
come esserci biologico, si ritrova a vivere in condizioni (naturali, culturali e storiche) non poste da lui
come esistenza, può ancora scegliersi, può ancora decidere che cosa essere essenzialmente e propriamente
Le situazioni-limite(lotta, colpa, dolore, morte)
Per lo più l’uomo accetta, in maniera aproblematica, le condizioni esteriori in cui si ritrova a vivere
gli garantiscono sicurezza e protezione
Ha bisogno di essere scosso nelle sue certezze
per scegliersi (= esistere, e non solo a vegetare)
per essere se stesso (= dare alla sua vita un’impronta propria e personale)
Ciò avviene nelle situazioni-limite
lotta per l’esistenza, colpa, dolore, morte
Storicità dell’esistenza
L’individuo, nelle situazioni-limite,
comprende che le condizioni esteriori non riescono a garantirgli un sostegno duraturo
viene chiamato a decidere della sua vita e quindi viene ricondotto radicalmente a se stesso
L’individuo non può realizzarsi come esistenza possibile senza le condizioni biologiche, storiche e culturali (il suo esser-ci)
Storicità dell’uomo
unità di esser-ci ed esistenza, necessità e libertà, tempo ed eternità
Esistenza e Trascendenza
L’esistenza è
oltrepassamento della situazione
rapporto con la Trascendenza, con l’Eterno
L’esistenza
non è un congedarsi dalla situazione, ponendosi quale astratta soggettività (senza terra, senza tempo e senza storia)
bensì è un porsi, nella storicità della situazione, in relazione a quell’“oltre” che, nella situazione, si annuncia tramite cifre e simboli
L’esistenza si radica nella Trascendenza quale origine, fonte e possibilità della libertà
La Trascendenza e le sue “cifre”
La Trascendenza si annuncia nelle situazioni-limite
esperienza dello scacco (o naufragio) esistenziale
La Trascendenza può essere colta da chi
rifiuta di ridurre il significato delle cose a quanto risulta dalla loro oggettivazione
assume le realtà del mondo come simboli che rinviano alla Trascendenza
La Trascendenza è avvistabile a partire dalle “cifre”
modi sempre inadeguati (perché condizionati dalla rispettiva situazione storica) di rivelarsi della Trascendenza
Fede filosofica e fede rivelata
La fede filosofica
non si ferma al dato (coma fa la scienza), ma nel dato coglie il trasparire di una realtà e di un senso ulteriori (la Trascendenza)
la Trascendenza in sé resta irraggiungibile
La fede religiosa
ritiene di avere accesso alla Trascendenza
si fonda su una rivelazione considerata “assoluta” (cioè l’unica vera rivelazione della Trascendenza)
Comments