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Binomio fantastico Una storia può nascere solo da un binomio fantastico Accostamento tra due parole, l’una estranea all’altra in cui l’immaginazione è costretta a mettersi in moto per costruire un insieme “fantastico” in cui i due elementi estranei possono convivere. Cane-Cavallo Cane-Armadio

Binomio fantastico

Una storia può nascere solo da un binomio fantastico Accostamento tra due parole, l’una estranea all’altra in cui l’immaginazione è costretta a mettersi in moto per costruire un insieme “fantastico” in cui i due elementi estranei possono convivere. Cane-Cavallo Cane-Armadio

COME PROCEDERE IN UN BINOMIO FANTASTICO? Il procedimento più semplice per creare tra loro un rapporto è quello di collegare con una preposizione articolata. Otteniamo così diverse figure: Il cane con l’armadio L’armadio del cane Il cane nell’armadio Ognuna di queste figure ci offre lo schema di una situazione fantastica.

DIVERSE TECNICHE PER CREARE STORIE FANTASTICHE

Ipotesi fantastica Il prefisso arbitrario L’errore creativo Limerick Costruzione di un indovinello Il falso indovinello Sbagliare le storie Fiabe al rovescio Insalata di favole Il bambino come protagonista ‹#›

LA TEORIA DI PROPP

Propp, etnologo sovietico, studia la scomposizione delle fiabe popolari. Egli analizzandone la struttura, in particolare della fiaba popolare russa, é giunto a formulare tre principi: 1. Gli elementi costanti, stabili della favola sono le funzioni dei personaggi, indipendentemente dall’esecutore e dal modo dell’esecuzione; 2. Il numero delle funzioni che compaiono nelle fiabe di magia é limitato; 3. La successione delle funzioni é sempre identica.

Allontanamento Divieto Infrazione Investigazione Delazione Tranello Connivenza Danneggiamento (o mancanza) Mediazione Consenso dell’eroe Partenza dell’eroe L’eroe messo alla prova dal donatore Reazione dell’eroe Fornitura del mezzo magico Trasferimento dell’eroe

Nel SISTEMA DI PROPP le funzioni sono trentuno ed esse servono a descrivere la forma delle fiabe: 16. Lotta tra eroe e antagonista 17. L’eroe marchiato 18. Vittoria sull’antagonista 19. Rimozione della sciagura o mancanza iniziale 20. Ritorno dell’eroe 21. Sua persecuzione 22. L’eroe si salva 23. L’eroe arriva in incognito a casa 24. Pretese del falso eroe 25. All’eroe è imposto un compito difficile 26. Esecuzione del compito 27. Riconoscimento dell’eroe 28. Smascheramento dell’eroe dell’antagonista 29. Trasfigurazione dell’eroe 30. Punizione dell’antagomista 31. Nozze dell’eroe

Il bambino, le fiabe …

La fiaba è per il bambino uno strumento ideale per trattenere con sé l’adulto poiché i genitori, ad esempio, sono spesso occupati e di rado hanno tempo di giocare con il bambino con dedizione e partecipazione completa. Ma con la fiaba è diverso perché la mamma è lì, presenza durevole, fornitrice di protezione e sicurezza. Non è detto che il bambino sia esclusivamente interessato alla fiaba, forse egli vuole soltanto la sua mamma accanto a sé e prolungare più che può questa piacevole situazione. Il bambino può finalmente godersi la madre mentre la fiaba prosegue e osservare il suo viso in tutti i particolari. La voce della madre non gli parla solo della fiaba ma anche di se stessa: il bambino non è interessato solo al contenuto e alle forme d’espressione ma anche alla sostanza dell’espressione, cioè alla voce materna e alle sue sfumature. A COSA GLI SERVE ANCORA LA FIABA? A costruirsi strutture mentali, a porre rapporti come <>, <>, <>. Gli serve per prendere delle distanze nello spazio (lontano-vicino) e nel tempo (una volta-adesso; prima-dopo; ieri-oggi).

… e i fumetti!

Il bambino a 6-7 anni ha superato la fase in cui si faceva leggere il fumetto dal padre o se ne inventava una lettura di fantasia interpretando le vignette. Adesso sa leggere e il fumetto è la prima lettura veramente spontanea e motivata. Egli deve per prima cosa: individuare e riconoscere i personaggi nelle successive situazioni; mantenere salda la loro identità nelle diverse posizioni che assumono con espressioni mutevoli; INOLTRE: deve attribuire una voce ai personaggi; deve attribuire le battute ai personaggi; capire in che modo esse vengono pronunciate; Un elemento attivo e molto importante è l’immaginazione, essa è richiesta per riempire i vuoti tra una vignetta e l’altra: di un certo gesto è visibile l’effetto finale, ma non lo svolgimento. Gli oggetti si presentano in una disposizione mutata, bisogna immaginare il percorso compiuto da ciascuno di loro dalla disposizione primitiva alla nuova. Tutto questo lavoro è affidato alla mente del lettore.

Il gioco

Nel mondo del bambino tutto diventa un gioco: le arti, i mestieri, le professioni, invece le cose, gli animali e le macchine diventano dei giocattoli. Questo nasce dal bisogno del bambino di imitare l’adulto che non è però una esigenza ma fa parte della sua volontà di crescere. Il mondo dei giocattoli è un mondo complesso, tale è anche l’atteggiamento del bambino verso il giocattolo. Da un lato: egli obbedisce ai suoi suggerimenti, imparando a usarlo per il gioco cui è destinato; Da un altro lato: egli lo usa come mezzo per esprimersi. Il giocattolo è il mondo che egli vuole conquistare e con il quale si misura, ma è anche una proiezione, prolungamento della sua persona.

Inventare storie con i giocattoli è quasi naturale se si gioca con i bambini perché la storia non è che un prolungamento, uno sviluppo, un’esplosione festosa del giocattolo. L’adulto ha sul bambino, quando gioca con lui, il vantaggio di disporre una esperienza più vasta e dunque di poter spaziare più lontano con l’immaginazione. È per questo che ai bambini piace avere i genitori come compagni di gioco. Non si tratta di giocare “al posto del bambino” ma di mettersi al suo servizio. Si gioca “con lui”, “per lui”, per stimolare la sua capacità inventiva, per consegnargli nuovi strumenti che userà quando gioca da solo quindi per insegnargli a giocare.

IMMAGINAZIONE, CREATIVITA’ E SCUOLA

La GRAMMATICA DELLA FANTASIA non è una teoria dell’immaginazione infantile ma è una proposta da mettere accanto a tutte le altre che tendono ad arricchire di stimoli l’ambiente in cui il bambino cresce. È creativa una mente sempre a lavoro, sempre a far domande ed a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, capace di giudizi autonomi e dipendenti.Tutte queste qualità si manifestano nel processo creativo. Tutti possono essere creativi a patto di non vivere in una società repressiva, in una famiglia repressiva, in una scuola repressiva..allora sarà possibile un’educazione alla creatività. In questo caso il maestro si trasforma in un “animatore”, in un “promotore” della creatività . Non è più colui che trasmette un sapere confezionato ma un adulto che sta con i ragazzi per esprimere il meglio di se stesso, per sviluppare anche in se stesso gli abiti della creazione e immaginazione in una serie di attività che vanno ormai considerate alla pari in cui non vi è nessuna gerarchia di materie e alla base una materia unica: la realtà affrontata da tutti i punti di vista.

“L’uomo gioca unicamente quando è uomo nel senso pieno della parola, ed è pienamente uomo unicamente quando gioca”. F.Schiller

Presentazione in PowerPoint a cura di: Emanuela Daddi Esmeralda Di Giovanni Miriam Di Majo

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Name: 
grammatica_della_fanta...
Author: 
Emanuela
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Binomio fantastico Una storia può nascere solo da un binomio fantastico Accostamento tra due parole, l’una estranea all’altra in cui l’immaginazione è costretta a mettersi in moto per costruire un insieme “fantastico” in cui i due elementi estranei possono convivere. Cane-Cavallo Cane-Armadio
Tags: 
eroe | bambino | fiaba | egli | gioca | immaginazione | cane | fiabe
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12/8/2011 6:56:46 PM
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