Gli schemi di bilancio Valentina Lazzarottianno accademico 2009-2010lezione 5 novembre 2009lezione 6 novembre 2009ripresa 19 novembre 2009capitoli di riferimento: parte III – capitoli 12-13-14(Stato patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario)
Gli schemi di bilancio Valentina Lazzarottianno accademico 2009-2010lezione 5 novembre 2009lezione 6 novembre 2009ripresa 19 novembre 2009capitoli di riferimento: parte III – capitoli 12-13-14(Stato patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario)
Introduzione: il processo di armonizzazione contabile europeo e lo IASB
Necessità di aver un’informativa economico finanziaria comparabile su scala europea e mondiale.
Unione Europea dopo lunghi studi non ha emesso nuovi principi contabili ma ha recepito i principi già internazionalmente riconosciuti emanati dallo IASB (International Accounting Standards Board)
Lo IASB:
Organismo privato internazionale costituito nel 1973 da 16 organismi professionali
Missione: migliorare ed armonizzare pratiche contabili internazionali
lo IASB emana gli “International Accounting Standard” (IAS), dal 2001 denominati “International Financial Reporting Standard” (IFRS)
Il processo di armonizzazione contabile europeo e lo IASB
Il percorso normativo europeo
Direttiva Ce n. 65/2001: “Fair value” strumenti finanziari
Regolamento Ce n. 1606/2002: Introduzione IAS
Direttiva Ce n. 51/2003: che modifica IV e VII Direttiva per eliminare conflitti tra direttive e IAS e aggiornare struttura direttive contabili
Regolamento Ce n. 1725/2003: completa regolamento 2002 identificando i principi contabili internazionali (e le relative interpretazioni) che dovranno essere osservati nella redazione dei bilanci d’esercizio e consolidati.
Regolamento Ce n. 707/2004: IFRS 1, “Prima adozione degli IFRS”
Il recepimento della normativa IAS da parte del legislatore italiano è stata attuata attraverso i seguenti provvedimenti:
la Legge Comunitaria 2003 (Legge 31 ottobre 2003, n. 306);
il Decreto attuativo n. 394 /2004 (approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 febbraio 2005)
Il Decreto legislativo n. 38/2005
La direttiva del 2001 tocca sola il fair value nelle direttiva IV VII e per banche e assicurazioni.
La direttiva del 2003 è rivolta alle società che non redigeranno il bilancio secondo gli IAS al fine di renderle compatibili, più vicine e moderne. Inoltre continua a disciplinare alcuni aspetti non contemplati dagli IAS (obbligo della revisione di bilancio e di includere la relazione sulla gestione).
Le direttive del 2003 e 2004 indicano quali principi adottare ed propongono l’IFRS 1 prima adozione degli IAS
ITALIA
Legge Comunitaria 2003 : è stato delegato il Governo a emanare entro un anno dal 30/11/2003 uno più decreti legislativi recanti disposizioni in ordine all’adozione dei principi contabili internazionali che prevedessero l’obbligo per le società (distinzione)
Sintesi dell’ambito di applicazione degli IAS/IFRS a livello italiano
[1]Il termine “Società minori” indica le società che in base all’art. 2435-bis del codice civile possono redigere il bilancio in forma abbreviata. Si fa riferimento a società che “nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi non abbiano superato due dei seguenti limiti: (a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 3.125.000 euro; (b) ricavi delle vendite e delle prestazioni (fatturato): 6.250.000 euro; (c) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità. (fonte: www.governo.it).
Vantaggi degli IAS/IFRS e utilizzo nel “mondo”
L’utilizzo degli IAS/IFRS è più ampio del contesto europeo:
Società dei Paesi in via di sviluppo
Società quotate su mercati stranieri
Applicazione nell’UE (2005), Australia (2005),
Nuova Zelanda (2007).
I vantaggi nel loro utilizzo sono molti:
Analisti e investitori: comparabilità internazionale; minori costi di analisi; trasparenza e comprensibilità.
Società emittenti: facilità nel reperimento dei capitali; incentivo alla globalizzazione
Revisori: competenze internazionali; agevolazioni nelle verifiche
Paesi in via di sviluppo: nessun costo per emanare standard; possibilità di attrarre investitori
Gli schemi di Bilancio IAS/IFRS
Gli schemi obbligatori previsti dagli IAS/IFRS sono:
Stato patrimoniale
Conto economico
Prospetto delle variazioni delle voci di patrimonio netto
Rendiconto finanziario
Note al bilancio
Gli IAS/IFRS non forniscono schemi rigidi ma elencano un contenuto minimale dei prospetti di bilancio.
Organismi nazionali si occupano di “specificare” i contenuti (es. Organismo Italiano di Contabilità (OIC) nato nel 2001).
Lo stato patrimoniale: Attività e Passività
Le ATTIVITÀ sono identificate dall’esistenza di un potenziale contributo, diretto o indiretto, ai flussi finanziari e mezzi equivalenti che affluiranno all’impresa. Nel determinare l’esistenza di un’attività, il diritto di proprietà non è essenziale. Riguardo alle PASSIVITÀ la loro caratteristica essenziale è costituita dalla circostanza che l’impresa abbia una obbligazione attuale e non un semplice impegno futuro. Alcune passività possono essere valutate soltanto con l’uso di un notevole grado di stima e costituiscono accantonamenti. Descrive la situazione dell’impresa, come entità giuridica, in un dato istante; è composto da due sezioni contrapposte:
Attivo (risorse)
Passivo (diritti vantati)
Gli IAS/IFRS danno le seguenti definizioni:
Una passività è una obbligazione attuale dell’impresa che deriva da fatti passati e il cui adempimento si suppone si concretizzi nell’impiego di risorse atte a produrre benefici economici.
Il fatto vincolante è un fatto che dà luogo a un’obbligazione legale o implicita che comporta che un’impresa non abbia nessuna realistica alternativa all’adempimento della stessa.
L’obbligazione legale è un’obbligazione che origina da:
Un contratto
La normativa
Altre disposizioni di leggi
L’obbligazione implicita è un’obbligazione che deriva da operazioni poste in essere da un’impresa in cui:
Risulta tramite prassi consolidate, politiche aziendali che accetterà determinate responsabilità
Come risultato l’impresa ha fatto sorgere nelle terze parti la valida aspettativa che onorerà i propri impegni
Ad esempio gli accantonamenti per fondi manutenzione ciclica non sono più iscrivibili in quanto si tratta di un obbligazione non derivante da fatti passati.
Attività e Passività Correnti e Non Correnti
è previsto che siano estinte nel normale ciclo operativo aziendale
Passività Correnti è previsto che vengano realizzate, vendute o utilizzate nel normale ciclo operativo dell’impresa
sono detenute prevalentemente per attività di negoziazione
rappresentano disponibilità liquide o mezzi equivalenti Attività correnti Lo Stato patrimoniale è presentato distinguendo tra quota corrente e quota non corrente di attività e passività.
La distinzione tra attività correnti e non correnti è fatta con riguardo al ciclo operativo dell’impresa, definito come il tempo che intercorre tra l’acquisizione di beni per il processo produttivo e la loro realizzazione in disponibilità liquide o mezzi equivalenti.
Se il normale ciclo operativo di un’impresa non è chiaramente identificabile, si suppone che la durata sia di dodici mesi.
Alcuni concetti preliminari
Prima di analizzare le voci singolarmente è utile introdurre alcuni elementi nuovi utilizzati dai principi internazionali e comuni a tutte le voci:
Il Fair value o Valore Equo
La distinzione tra Benchmark treatment e Allowed treatment
Il test di impairment
Il Fair value
Il Fair Value o valore equo è il corrispettivo al quale un’attività può essere scambiata o una passività estinta in una libera transazione fra parti indipendenti, consapevoli e disponibili Gli IAS/IFRS prevedono due modalità di valorizzazione delle risorse:
Il modello del costo, unico previsto dai principi tradizionali italiani
Il modello della rivalutazione.
Il secondo modello si basa sul concetto di fair value (o valore equo)
Il Fair value
Il concetto di fair value riflette valori “oggettivi” esterni all’impresa legati alla conoscenza e alle stime di venditori e acquirenti (consapevoli e disponibili)
La determinazione del fair value quindi si riferisce al valore di mercato, ad esempio determinato tramite perizia
Il Benchmark treatment e l’Allowed treatment
Per molte voci di attivo e passivo gli IAS/IFRS consentono di utilizzare entrambi i modelli, specificando alcuni aspetti generali e indicando un criterio preferenziale (benchmark treatment)
In particolare i principi contabili internazionali indicano come:
Benchmark Treatment la modalità di contabilizzazione consigliata per la voce in oggetto.
Allowed treatment l’eventuale modalità alternativa di contabilizzazione che è concesso utilizzare per la redazione del bilancio.
Il test di impairment (svalutazione)
I principi IAS/IFRS prevedono che le imprese determino e rilevino eventuali perdite di valore durature delle attività; questa verifica prende il nome di test di impairment (svalutazione).
La periodicità del test di impairment varia a seconda delle voci:
Generalmente una tantum, quando ci sono segnali evidenti della non recuperabilità del valore di un’attività.
Annualmente (o più frequentemente) per :
Avviamento, attività immateriale a vita utile indefinita
per il quale non è previsto processo di ammortamento
Le voci di Stato patrimoniale Attivo
Di seguito si analizzeranno le voci principali di Attivo:
Attività non correnti
Immobili, Impianti e macchinari
Investimenti Immobiliari
Attività immateriali (es. brevetti,avviamento)
Partecipazioni
Attività finanziarie
Attività correnti
Crediti verso clienti
Rimanenze
Attività finanziarie
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Immobili, Impianti e macchinari vs Investimenti immobiliari
Beni detenuti dall’impresa, di uso durevole, come strumentali per la produzione del reddito (utilizzo diretto nella produzione di beni o servizi, per usi nell’amministrazione aziendale); diritto di proprietà non è più essenziale per iscrizione.
“Investimento immobiliare” invece è una proprietà immobiliare posseduta al fine di percepire canoni di locazione.
Ad esempio si includono:
terreni posseduti per investimento;
edifici di proprietà dell'impresa o in leasing finanziario, locati a terzi
Immobili, Impianti e macchinari
Valore iniziale: l’iniziale iscrizione delle immobilizzazioni materiali è al costo
Valore successivo:
Costo al netto degli ammortamenti cumulati e di eventuali svalutazioni per riduzioni di valore (BT)
I terreni non devono essere ammortizzati avendo vita utile illimitata, salvo casi particolare come cave e miniere
Rivalutazione (Fair Value) (AT)
L’ammortamento dovrà essere effettuato in base alla vita utile del bene; non viene indicata preferenza per i diversi criteri di ammortamento (es. costanti, decrescenti, ecc.)
Esempio di scrittura di rivalutazione e svalutazione
Gli immobili (compresi i terreni), gli impianti ed i macchinari sono iscritti al costo di acquisto[1] o, se realizzati internamente, al costo di produzione, rappresentato dal costo dei materiali, della manodopera e della quota ragionevolmente attribuibile di costi indiretti e degli oneri accessori.
Il prezzo di acquisto o il costo di produzione si intende al netto dei contributi pubblici in conto capitale che sono rilevati quando le condizioni per la loro concessione si sono verificate.
Inoltre, quando è necessario un rilevante periodo di tempo affinché il bene sia pronto all’uso, il prezzo di acquisto o il costo di produzione include gli oneri finanziari che teoricamente si sarebbero risparmiati nel periodo necessario a rendere il bene pronto all’uso, qualora l’investimento non fosse stato fatto. In presenza di obbligazioni attuali per lo smantellamento, la rimozione delle attività e la bonifica dei siti, il valore di iscrizione include i costi stimati (attualizzati) da sostenere al momento dell’abbandono delle strutture, rilevati in contropartita a uno specifico fondo. Queste ultime due tipologie di oneri vengono anche identificati con il termine “oneri di diretta attribuzione”.
[1] Nel caso in cui i beni siano acquisiti in operazioni di aggregazione d’impresa (business combination) devono essere necessariamente iscritti al fair value (il corrispettivo al quale un’attività può essere scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione fra parti consapevoli e i...
Rivalutazione immobili, impianti e macchinari:Rivalutazione fair value
Immobili 250.000 Riserva di rivalutazione 25.000 25.000 11.000 Valore immobili: 250.000 + 25.000-11.000=264.000 Ammortamento 11.000 Fondo ammort. Un immobile ad uso industriale è stato acquistato allo 01/01/2000 (vita utile 30 anni) ad un valore di 300.000 € (ammortamento è a quote costanti). L’impresa adotta il modello della rivalutazione (o fair value).
Fino al 2005 il valore dell’immobile rimane allineato al valore di iscrizione. Nel 2005 si riscontra un incremento dei parametri di mercato e il fair value è di 275.000 € (valore di bilancio a inizio 2005 pari a 250.000).
L’incremento di valore viene così contabilizzato:
incremento 25.000 € della voce Immobili, Impianti e macchinari (Attivo)
incremento di 25.000€ della riserva di rivalutazione (Passivo)
È necessario adeguare l’ammortamento:
Ammortamento ricalcolato pari a 11.000€ (275.000 / 25 anni).
Il valore finale dell’immobile nel 2005 è 264.000€.
Rivalutazione immobili, impianti e macchinari:Perdita duratura di valore
Immobili 264.000 Riserva 25.000 64.000 Valore immobile: 264.000-64.000-8333=191.667 Ammortamento 8.333 25.000 Svalutazione 39.000 8.333 Il valore recuperabile di un bene è definito come il più elevato tra il suo fair value al netto degli oneri di vendita ed il suo valore d’uso. Nell’effettuare la valutazione delle perdite durature di valore si dovrà quindi far riferimento anche al valore d’uso.
Il valore d’uso è il valore dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un’attività (ottica interna). Fondo Svalutazione Fondo ammort. Il test di impairment su questa categoria viene effettuato quando è evidente una perdita non recuperabile di valore.
Supponiamo che nel 2006 l’immobile si svaluti e il suo valore recuperabile è 200.000€ (valore di bilancio 264.000€). La svalutazione sarà così contabilizzata:
Diminuzione riserva per 25.000€
Svalutazione in CE per 39.000€
Si ricalcola l’ammortamento pari a 200.000 diviso 24 anni (8.333€)
Il valore finale è 191.667 €
Attività immateriali
Lo Ias 38 definisce le attività immateriali come beni non monetari, identificabili e privi di sostanza fisica, aventi le seguenti caratteristiche:
identificabilità
controllo da parte dell’impresa della risorsa in oggetto
esistenza di benefici economici futuri.
Le attività immateriali vengono suddivise in due categorie:
a vita utile non definita (es. avviamento)
a vita utile definita (es. brevetti)
Le attività immateriali possono pervenire all’impresa con tre modalità:
acquisto dall’esterno
produzione generata internamente
acquisizione nell’ambito di una aggregazione aziendale
Tale differenza è rilevante per la contabilizzazione delle voci
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