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Gli indici di dispersione

Gli indici di dispersione

La variabilità

Un valore medio rappresenta una distribuzione ma non da informazioni circa i singoli dati 5, 5, 5, 5, 5 1, 3, 5, 7, 9 1, 1, 1,1, 21 X = 5 1, 2, 3, 4,15

La variabilità

Variabilità nell’individuo statura nell’età evolutiva Variabilità nel gruppo statura in un gruppo di individui della stessa età È la capacità di un fenomeno di assumere valori quantitativi o caratteri qualitativi diversi

La variabilità

Occorre un criterio per quantificare la variabilità delle misure rispetto a un termine di riferimento (indice di tendenza centrale) La forma della variabilità è visibile ponendo su un piano cartesiano i valori della distribuzione La variabilità delle misure può essere valutata in base alla loro dispersione rispetto ai valori medi e misurata dagli indici di dispersione

LA VARIABILITÀ

X 0 x1 x2... ..... x i ..... x n L’indice di variabilità rappresenta quanto ciascun termine è distante, in media, da X

Indici di variabilità

La più elementare misura di dispersione è l’intervallo di variazione (range): differenza tra valore più alto e più basso Es: la statura di 5 persone adulte in cm. 150 168 170 171 172 R = 22

Intervallo di variazione

Lo scarto indica la dimensione della variabilità ma non fornisce informazioni circa la variabilità della distribuzione Considera solo i dati estremi e non informa circa i valori intermedi Scarsamente utile, utilizzata solo in alcuni casi (es. temperature)

Scarto medio semplice assoluto

Dati n valori xi di media aritmetica x , si chiama scarto semplice medio assoluto la media aritmetica dei valori assoluti degli scarti xi – x

Devianza

Per superare il problema dei valori negativi alle differenze dalla media si possono elevare al quadrato i valori La devianza è un indice di valutazione della variabilità di una distribuzione Da essa discendono la Varianza e la Deviazione Standard

Varianza

La devianza non contiene l’informazione sul numero di osservazioni utilizzato per il calcolo La varianza è una devianza media che si rapporta al numero di osservazioni Essa da informazioni circa la variabilità dei singoli valori invece che per quella complessiva

Varianza corretta

In campo biostatistico la formula viene modificata in considerazione della minore numerosità delle distribuzioni che penalizzerebbero l’informazione sulla variabilità Viene introdotto il concetto di gradi di libertà nel denominatore per valutare al massimo il grado di dispersione I gradi di libertà rappresentano il numero di osservazioni indipendenti della distribuzione ( N-1) poiché sui dati disponibili è già stata calcolata la media

I gradi di libertà

Date 6 osservazioni vincolate dalla media x =25 N. misura attribuzione arbitraria 1 1 54 2 2 - 9 3 . ... 11 4 ..... 86 5 N – 1 1 6 N ? 54 – 9+11+86+1=143 La sesta misura si ricava indirettamente Allora Σx= N x = 6 25 =150 Pertanto considerati i valori arbitrari la sesta misura sarà X6=150 – 143=7

Deviazione standard o Scarto Quadratico Medio

E’ più conveniente esprimere la variabilità nello stesso ordine di grandezza dei dati e della loro media La varianza è espressa con un ordine di grandezza al quadrato rispetto ai dati originali Per esprimere la variabilità nello stesso ordine di grandezza si applica alla varianza la trasformazione inversa al quadrato: la radice quadrata

Esempi di variabilità di distribuzioni

Modalità 1 2 3 Frequenze 3 5 3 si ha x = s = Modalità 0 2 4 frequenze 3 5 3 si ha x =2 s =

Calcolo e interpretazione di s2

5 reparti di un ospedale secondo il numero di posti letto 12 60 42 54 32 X = (12 + 60 + 42 + 54 + 32) / 5 = 200 / 5 = 40 Se tutti i reparti avessero lo stesso numero di posti letto, avrebbero 40 posti letto ciascuno Dev.=(12 – 40)2 + (60 -40)2 + (42 – 40)2 + (54 - 40)2 + (32 – 40)2 =1448 s2 = 1448 / 5 = 289,6 s = 289,6 = 17 Ciascun reparto ha un numero di posti letto che è diverso da quello medio (40) in media di 17

Coefficiente di variazione

La variabilità del peso degli adulti è inferiore Es: una popolazione di adulti ha un peso medio di 75 Kg. una di neonati con peso medio 3.2Kg. s adulti = 4 Kg s neonati = 0.6 Si può affermare che la variabilità per gli adulti è maggiore rispetto a quella dei neonati? Si possono confrontare i rapporti con le medie

Coefficiente di variazione

Gli indici di variabilità sono espressi nella stessa unità di misura delle osservazioni Non consento confronti fra la variabilità di due distribuzioni espresse in unità di misura diverse Non consentono il confronto di distribuzioni che hanno medie diverse: sono influenzate dall’intensità del carattere Il coefficiente di variazione può essere definito come il rapporto tra la deviazione standard e la media

Coefficiente di variazione

La statura è il carattere che presenta una minore variabilità ES : Si considerino i dati relativi a un gruppo di studenti a cui siano stati rilevati la statura e il peso. Conoscendo media e scarto quadratico medio si vuole stabilire quale fra i caratteri in studio ha minore variabilità Carattere media deviazione standard statura 168,59 6,49 peso 64,48 7,27 C.V.(statura) C.V(peso)

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Name: 
1290520312-Gli indic...
Author: 
cinzia
Company: 
N/A
Description: 
Gli indici di dispersione
Tags: 
variabilità | media | valori | medio | dati | statura | variazione | numero
Created: 
9/26/2005 3:14:04 PM
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