Friedrich Nietzsche Storia della filosofia contemporanea
Friedrich Nietzsche Storia della filosofia contemporanea
Friedrich Nietzsche (1844-1900)
Rivalutazione del corpo e della vita
Critica della tradizione morale e religiosa
Annuncio della morte di Dio (nichilismo)
La nascita della tragedia (1872)
Sull’utilità e il danno della storia per la vita (1874)
Umano troppo umano (1878-1880)
La gaia scienza (1882)
Così parlò Zarathustra (1883-85)
La genealogia della morale (1887)
L’Anticristo (1888)
Apollineo e dionisiaco
I due impulsi fondamentali della vita
Apollineo: ordine, bellezza, armonia (scultura)
Dionisiaco: irrazionalità, ebbrezza, caos (musica)
Tragedia greca
Eschilo e Sofocle: equilibrio
Euripide: prevalenza dell’elemento apollineo (Socrate)
Inizio della decadenza della cultura occidentale
Rinascita della tragedia nella modernità
Wagner
Il concetto di storia
I due significati di “storia”
res gestae (l’insieme dei fatti realmente accaduti nel passato)
historia rerum gestarum (il resoconto dei fatti realmente accaduti nel passato)
L’eccesso di memoria storica: malattia dello spirito
inchioda l’uomo d’azione al passato
indebolisce le potenzialità creatrici
necessità di imparare l’arte dell’oblio
conseguenza dello sviluppo della storiografia
Utilità e danno della storia per la vita
Tre tipi di storiografia: aspetti positivi e negativi
Storia monumentale
fornisce dei modelli (dei “monumenti”) per l’azione
tende alla mitizzazione dei modelli del passato
Storia antiquaria
tende a preservare il passato
paralizza ogni azione creativa
Storia critica
vuole liberarsi della tradizione
presume di poter tagliare tutti i ponti col passato
Nietzsche illuminista
Critica dei valori morali e religiosi (Voltaire)
Metodo storico-genealogico
nella vita non esistono valori eterni e immutabili
ogni valore è l’esito di uno sviluppo storico
Matrici “umane, troppo umane” dei valori sovrumani
Spirito libero
Emanciparsi dalle tenebre del passato grazie a una “gaia” (liberante) scienza
La vita è un esperimento (costante divenire)
L’uso dell’aforisma
I temi della maturità
Il nichilismo
Dio è morto; la vita non ha senso
L’oltreuomo
dire di sì alla vita nella sua insensatezza
L’eterno ritorno dell’identico
visione ciclica (contro visione lineare) della storia
Volontà di potenza
Prospettivismo
Dio è morto
Dio è simbolo
di ogni prospettiva oltremondana, per cui il senso della vita sta al di là della vita
delle credenze metafisiche e religiose, elaborate per dare un senso e un ordine rassicurante alla vita
Contrapposizione tra un mondo vero (aldilà) e un mondo apparente (aldiquà)
Fuga dalla vita, rivolta contro il corpo
Le verità metafisiche e religiose sono menzogne, costruite per meglio sopportare la durezza della vita
La vita è caos, divenire, tragedia (non ha senso)
Il nichilismo
Crisi delle certezze etiche-religiose-metafisiche
Nichilismo incompleto
sostituisce i vecchi valori con nuovi valori (nazionalismo, chauvinismo, socialismo, anarchismo, storicismo, positivismo)
Nichilismo completo
nichilismo passivo (buddismo, Schopenhauer): senso di vuoto
nichilismo attivo (oltreuomo)
distruzione dei vecchi valori
costruzione di nuovi valori (transvalutazione)
L’eterno ritorno dell’identico
Concezione ciclica della storia
Vivere e amare l’attimo presente
come se fosse l’ultimo
come se dovesse eternamente ritornare
Contro la concezione lineare della storia (cristianesimo, socialismo)
Ogni momento ha senso solo in funzione dei momenti successivi
C’è una fine della storia (regno dei cieli, società senza classi) che dà senso alla storia precedente
La volontà di potenza
L’intima essenza del reale
La vita è forza espansiva, che mira ad autopotenziarsi (non solo ad autoconservarsi, come in Schopenhauer)
L’individuo, in quanto volontà di potenza, produce valori e verità funzionali al proprio autopotenziamento
ogni verità/valore è una bugia utile all’individuo, che questi cerca di imporre agli altri
Il prospettivismo
Il mondo non ha un senso univoco, ma innumerevoli sensi (interpretazione infinita)
Non c’è un criterio assoluto di verità e falsità
Prospettivismo
alla base di ogni interpretazione stanno i bisogni e gli interessi dei singoli individui e dei singoli gruppi (mossi dalla volontà di potenza)
Non tutte le interpretazioni sono equivalenti
Criterio per distinguerle: salute, forza, potenza
Storicità e relatività delle morali
Contro la validità eterna e universale (in senso diacronico e sincronico) dei valori morali
Cristianesimo: i valori morali sono stati stabiliti da Dio
Kant: i valori morali hanno il loro fondamento nella ragione
I valori morali hanno una genesi storica
sono fissati e imposti dal gruppo dominante
Morale dei signori e morale degli schiavi
Morale dei signori, dei guerrieri (grecità e romanità antica): morale della forza
valori vitali: forza, coraggio, fierezza, magnanimità
Morale degli schiavi, dei deboli (ebraismo e cristianesimo): morale del risentimento
valori antivitali: umiltà, compassione, rinuncia, abnegazione
L’oltreuomo
E’ l’uomo nuovo (profetizzato da Zarathustra)
si emancipa dalla morale cristiana (Anticristo)
propugna valori vitali (rivalutazione del corpo contro lo spirito)
dice dionisiacamente di sì alla vita, nonostante la sua tragicità e insensatezza (gioia-dolore, felicità-infelicità)
fa propria l’idea dell’eterno ritorno dell’identico
si pone come volontà di potenza, che interpreta prospetticamente il mondo
crea nuovi valori (transvalutazione) al posto degli antichi
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