E’ una metodica di diagnostica per immagini che si basa sull’impiego di onde meccaniche di elevata frequenza (ultrasuoni)
Il principio fisico su cui si basa è quello di “leggere“ le riflessioni che gli ultrasuoni subiscono nell’attraversare i tessuti biologici
GLI ULTRASUONI
Onde sonore con frequenza > di quella del suono udibile (ν > 20 KHz)
Per l’ecografia si utilizzano ultrasuoni con frequenza compresa tra 2 e 20 MHz
ONDA ACUSTICA
ONDA ACUSTICA In realtà: COMPRESSIONE - DECOMPRESSIONE
LA SONDA o TRASDUTTORE
Contiene un cristallo piezoelettrico che, messo in vibrazione ad altissima frequenza quando eccitato da un impulso elettrico, produce gli US ed è in grado di ricevere le onde di ritorno.
EFFETTO PIEZOELETTRICO
La sonda ecografica funziona alternativa-mente
come emettitore
e come ricevitore
di ultrasuoni Fase 1:
emissione Fase 2:
ricezione
Propagazione dell’onda sonora
FASCIO TRASMESSO TRASDUTTORE FASCIO INCIDENTE FASCIO RIFLESSO MEZZO
“A” MEZZO
“B” INTERFACCIA
ECO L’eco corrisponde alla
onda acustica secondaria costituita dalla porzione del fascio ultrasonoro incidente che ritorna verso la sonda nel momento in cui attraversa una zona intermedia interposta tra
due mezzi di differente impedenza acustica.
Per impedenza acustica si intende il prodotto della densità del mezzo per
la velocità di propagazione del suono nel mezzo stesso.
E’ in qualche misura un indice dell’ostacolo che gli ultrasuoni incontrano nell’attraversamento
del tessuto in questione. IMPEDENZA ACUSTICA
RIFLESSIONE L’energia di riflessione è direttamente proporzionale alla variazione dell’impedenza acustica tra le due superfici.
Per variazioni molto significative il fascio ultrasonoro può subire una riflessione pressoché completa.
Propagazione dell’onda sonora
Dipende dall’impedenza acustica cioè dalla resistenza opposta da un materiale al passaggio del suono
Quando l’US incontra l’interfaccia tra due strutture a differente impedenza acustica viene in parte riflesso, in parte trasmesso in profondità, in parte assorbito
Propagazione dell’onda sonora
Progressiva attenuazione del fascio per perdita di energia
Nei liquidi US si propaga senza subire sensibile attenuazione
Riflessione minima: fra mezzi ad impedenza acustica pressoché uguale
Riflessione massima: fra tessuti molli da un lato e aria o l’osso dall’altro; quasi completa riflessione dell’US tale da rendere impossibile l’esplorazione di strutture più profonde
Evitare che tra cute e sonda si interponga una falda aerea, sia pure sottilissima: gel
Lo studio del polmone aerato è pressoché impossibile
Evitare le strutture ossee superficiali nello studio di organi profondi (es: coste nello studio di cuore e fegato)
FINESTRA ACUSTICA: sito di accesso non comportante l’attraversamento di strutture aeree o ossee (es: fegato nei confronti del rene destro)
FORMAZIONE DELL’IMMAGINE
Echi riflessi:
Investono la stessa sonda che ha emesso l’impulso US
Vengono trasformati in impulsi elettrici
Amplificati, elaborati e visualizzati in tubo a raggi catodici o riprodotti su carta, pellicola o nastro
FREQUENZA DEL FASCIO US
aumentare della frequenza aumenta la risoluzione spaziale
ma aumenta drasticamente l’assorbimento: diminuisce intensità del fascio in profondità ed è possibile solo studio di strutture più superficiali.
SONDE AD ALTA FREQUENZA > 7,5 MHz: ottimali per strutture superficiali (tiroide, testicolo, mammella)
SONDE A BASSA FREQUENZA < 3,5 MHz: tessuti profondi
Sonde lineari, settoriali, endocavitarie
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