LA DIDATTICA INTEGRATA A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianchi-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili. […] Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città
LA DIDATTICA INTEGRATA A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianchi-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili. […] Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.
Italo Calvino, 1972
PROGRAMMA DELLA LEZIONE
I punti di contatto tra gli obiettivi del P.E.I. e la programmazione di classe.
L’attivazione di reti prosociali tra gli alunni.
Metodologie di insegnamento/apprendimento a mediazione sociale.
Modalità di semplificazione, differenziazione, adattamento delle proposte didattiche.
Un corretto Piano Educativo Individualizzato deve focalizzarsi sui bisogni prioritari attuali del bambino disabile.
È necessario individuare in modo rigoroso i livelli di competenza del bambino disabile rispetto al livello di scolarizzazione.
Quando un bambino diventa un caso…
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Esperienza di integrazione di un bambino con sindrome di Down nella scuola primaria.
LUCIDI
LA STORIA
LA PROCEDURA
LA DIDATTICA plurale
I PUNTI DI CONTATTO
RISULTATI
CONCLUSIONI
Non è un bambino diverso, ma solo un po’ più piccolo rispetto alla mentalità…
Noi per A. siamo come degli esempi: se noi facciamo una cosa lui la ripete…
Classi e gruppi di apprendimento eterogenei.
Modalità cooperative di apprendimento e di lavoro.
Rapporti prosociali e di collaborazione informale tra alunni.
Istruzione collocata contemporaneamente su diversi livelli di competenza.
Istruzione orientata all’acquisizione di competenze.
Integrazione delle tecnologie nel curricolo.
Apprendimento attivo e basato su problemi reali.
Uso sistematico di modelli per la soluzione di problemi, di opportunità di azione con pochi rischi di errore.
Coinvolgimento attivo degli studenti nelle decisioni.
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