Le norme sono regole di comportamento che riflettono i valori di una società.
Per valore intendiamo tutto ciò che una società ritiene avere importanza e che difende attraverso investimenti, premi e sanzioni.
Esse permettono la convivenza fra gli individui, guidano le interazioni in maniera non conflittuale.
Esse sono caratterizzate da sanzioni, ma chi le rispetta solitamente vi si riconosce (diritto positivo).
Norme prescrittive quando impongono di compiere certe azioni.
Proscrittive, quando le vietano.
Nessuna norma regola tutti i comportamenti.
Ogni norma possiede un carattere di interpretabilità.
Positive o negative
Formali o informali
Legali (pecuniarie, penali) o sociali
Chi non rispetta una norma viene definito deviante e quindi sanzionato.
Nessuno rispetta tutte le norme sociali, così come nessuno le infrange tutte (mp3, hackers, guida, piccoli furti, fumo)
Le sanzioni negative sono punizioni rivolte a scoraggiare atti, credenze o tratti devianti
Le sanzioni positive sono ricompense per il rispetto delle norme
Le sanzioni informali sono reazioni non ufficiali e non scritte dei gruppi primari: la famiglia, gli amici, il vicinato, ecc.
Le sanzioni formali sono espressioni ufficiali e scritte o dello Stato o di altre organizzazioni: la scuola, la Chiesa, l’impresa, l’associazione.
Formale Informale Positive Attestato di stima
Voto positivo
Promozione
Aumento di stipendio Sorriso
Lode
Abbraccio
Incoraggiamento Negative Multa
Richiamo scritto
Sospensione
Espulsione
Arresto
Condanna
Reclusione Sguardo di disapprovazione
Critiche
Botte (ai bambini)
Disprezzo
Evitamento
Isolamento
Deviante è ogni comportamento ritenuto inaccettabile dalla maggioranza della gente e che provoca una risposta collettiva di carattere negativo.
La devianza è un atto, una credenza o un tratto che viola le norme convenzionali della società e che determina una reazione negativa da parte della maggioranza delle persone.
Un comportamento deviante può variare dalla semplice mancanza di rispetto nel tono con cui ci si rivolge all’autorità ad un omicidio.
“Non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la coscienza comune. Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo”. Emile Durkheim, La divisione del lavoro sociale.
Un comportamento viene giudicato deviante a seconda di:
Paese e periodo storico
Ruolo di chi lo commette
Situazione
Estrazione sociale
Le ricerche condotte da storici e antropologi hanno mostrato che vi sono atti che, salvo rare eccezioni, sono stati condannati sempre e dovunque. Questi atti si possono riassumere in quattro categorie:
Incesto
Furto ai danni di una persona del proprio gruppo
Ratto e stupro di una donna sposata
Uccisione di un membro del proprio gruppo
Con stigma si intende un attributo profondamente screditante che declassa chi lo ha da persona completa e normale a persona segnata e disonorata. Il processo di stigmatizzazione segue le seguenti fasi:
Selezione delle differenze
Creazione di etichette negative e estensione
Opposizione di <> e <>
Perdita di status e sanzione
Il rapporto fra criminalità e devianza è molto meno lineare di quanto crede il senso comune.
La criminalità si riferisce esclusivamente ai comportamenti che violano la legge.
La criminologia studia esclusivamente i reati (quantità, tassi, tecniche, psicologie).
La sociologia della devianza studia perché alcuni comportamenti vengono considerati devianti e perché la devianza viene associata soprattutto ad alcune figure sociali (poveri, immigrati, senzatetto).
Biologico: mette in relazione devianza e caratteristiche innate degli individui
Psicologico: mette in relazione devianza e tratti della personalità degli individui
Sociologico: tengono conto del contesto socio-culturale in cui la devianza ha luogo, dell’individuo, del gruppo, della società.
Lombroso: I tipi criminali sono individuabili a partire dalla forma del cranio, della fronte, dalla dimensione della mascella e dalla lunghezza del braccio.
Un criminale è generalmente un minorato.. Particolare importanza attribuiva al cranio. Studiando quello del brigante Vilella, rilevò che nell’occipite, invece che una piccola cresta, esso presentava una fossa, che chiamò occipitale mediana. Influenzato dalla lettura di Darwin, sostenne la teoria dell’atavismo.
Il <> ha: testa piccola, fronte sfuggente, zigomi pronunciati, occhi errabondi, sopracciglia folte e ravvicinate, naso torto, viso pallido, barda rada.
Sheldon (1940) distingue gli individui in mesomorfi, ectomorfi ed endomorfi ed identifica nei primi la categoria più propensa alla devianza.
Teoria genetica del cromosoma XYY (anni ’80\90).
Altri sviluppi: Crim. correlata a: «inferiorità biologica» (Hooton 1939), la forma del corpo (Glueck e Glueck 1950, 1956; Sheldon, 1949; Kretshmer, 1925), la deficienza nutrizionale (Hippchen 1977), l'anormalità cromosomica (West, 1969) e, considerando la media per gruppi 'razziali', la dimensione dei genitali, natiche e cervello (Rushton 1989). " (36).
Eysenck (1964): la devianza dipende da stati mentali anormali ereditari.
Altri: i devianti sono individui portatori di una personalità psicopatica.
Sono spiegazioni molto indirette e riduzioniste.
Idea sottesa ai due approcci: la devianza è un comportamento anti-funzionale, individuabile e combattibile (approccio positivista).
La propensione a deviare viene connessa a: estrema introversione e l'estrema estroversione (Eysenck 1964, 1977), un super ego debole e riottoso (Alexander e Ross 1952), la follia (Menninger 1969; Prins 1980) ed un 'ritualismo per le procedure accoppiato ad un'opportunistica fiducia in un'identità messianica' (Kuttner 1985: 35).
Quest'ultima coppia di caratteristiche si rtiene attenga alla 'mentalità del genocidio' Hester ed Eglin, criticando la criminologia di taglio psicologico: " durante il massacro del Golfo si ritenne che Saddam Hussein mostrasse la condizione patologica denominata dai suoi inventori 'narcisimo maligno'. Qualunque commento risulterebbe superfluo (1999, 36).
Approccio della tensione sociale
Spiegazioni sub-culturali
Approccio del controllo sociale
Teoria dell’etichettamento
Teoria della scelta razionale
La devianza è il frutto di tensioni strutturali interne alla società e di carenze nella regolazione morale della stessa.
Si tratta quindi di un approccio funzionalista. Secondo questo modello, la pena è necessaria perché sancisce l’esistenza del reato come limite della moralità pubblica. Nella pena, mediante la sanzione della differenza, la società conferma la propria identità.
La devianza è il frutto dell’anomia.
L’anomia è una caratteristica tipica della modernità (vedi lezione su Durkheim). La devianza è perciò inevitabile e cresce nei periodi di maggiore turbolenza sociale.
Essa svolge due funzioni: funzione adattiva e di definizione dei confini
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