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Capitolo 3 LA COMUNICAZIONE DI MASSA

Capitolo 3 LA COMUNICAZIONE DI MASSA

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*L’avvento della comunicazione di massa* Mass media: insieme ampio di strumenti di comunicazione, che si sovrappongono e rendono più complessa la comunicazione interpersonale Centralità dei mass media: nella società contemporanea, passano dai media molte delle conoscenze e delle esperienze individuali Alcune conseguenze qualitative: progressiva scomparsa delle conoscenze pratiche, abbondanza (sovraccarico) informativo, necessità di verifica delle fonti

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*La scrittura * Scrittura: “sistema codificato di marcatori visivi con cui lo scrivente può determinare le parole esatte che il lettore produce a partire dal testo” (Ong, 1982) La scrittura marca la prima grande rivoluzione comunicativa umana. Rende possibili operazioni come l’archiviazione delle informazioni, la riproduzione dei testi e la comunicazione a distanza Scrittura alfabetica come approdo di processo pluri-millenario di evoluzione attraverso pittogrammi e ideogrammi

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*L’alfabeto* Alfabeto: introdotto dai Fenici, prevede l’uso di segni associati a suoni ricombinabili (non più a concetti) L’alfabeto è duttile, relativamente semplice da apprendere, funge da supporto alla creazione di imperi e burocrazie statali (es.: Impero Romano) Solo di recente è diventato strumento di conoscenza ed emancipazione. Prima, e per lungo tempo, è stato soprattutto strumento di costrizione nei confronti di masse illetterate

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*Implicazioni della scrittura* In Ong (1982) il passaggio dalla cultura orale a quella basata sulla scrittura comporta: assunzione di centralità della vista e possibilità di controllare la conoscenza nel tempo possibilità di apprendimento “da libro”, in modo solitario e autonomo da vincoli comunitari trasmissione della conoscenza più agevole e individualizzata oggettivazione della conoscenza promozione dell’attitudine alla innovazione possibilità di pensare il passato e il futuro maggiore concisione e precisione del discorso possibilità di formulare discorsi complessi e articolati arricchimento lessicale

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*La stampa* Nel 1456, Gutenberg introduce la “stampa a caratteri mobili”. Attraverso questo sistema di caratteri facilmente ricombinabili è possibile, per la prima volta, stampare opere su vasta scala Superamento della dimensione artigianale legata ai manoscritti e rapida diffusione del nuovo medium (nell’Europa del Cinquecento circolano tra i 13 e i 20 milioni di libri) Il libro stampato come “prima merce uniforme e ripetibile” (McLuhan, 1962). Produzione in serie standardizzata, risultati omogenei, ammortizzazione dei costi

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*Implicazioni sociali della stampa (1)* Diffusione, generalizzazione e democratizzazione della conoscenza Nascita dell’individuo: i libri accentuano il carattere individuale della lettura e favoriscono l’astrazione Standardizzazione linguistica: le lingue volgari raggiungono una massa d’uso critica e si propongono come collanti per le diverse comunità locali Supporto alla scienza: sono favorite l’archiviazione e la trasmissione della conoscenza

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*Implicazioni sociali della stampa (2)* Nascita della proprietà intellettuale: diventa un abuso ricopiare libri (prima era opera meritoria) Nascita del concetto di autore: è possibile scrivere un libro e pubblicarlo a proprio nome Nascita del “sistema dei media” e dell’“opinione pubblica”: libri, giornali, riviste come spazio virtuale di incontro. Dibattito razionale e critico su tematiche pubbliche Nascita della censura: reazione dell’autorità alle possibili minacce all’ordine costituito

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*Le telecomunicazioni* Le telecomunicazioni impiegano l’elettricità per separare apparato di comunicazione e di trasporto Telegrafo: uso combinato di elettricità e reti ferroviarie. Codificazione di lettere e numeri in impulsi elettrici (codice Morse) Telefono: evoluzione del telegrafo, non prevede codifiche complesse e viene quindi usato in tutti i gruppi sociali Radio: il primo mass medium. Rende possibile la comunicazione uno-a-molti (broadcast) Televisione: mass medium per eccellenza. Sfrutta l’etere per veicolare sequenze di immagini

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*Implicazioni delle telecomunicazioni* Per la prima volta, organizzazioni formalizzate ad hoc si occupano della realizzazione in serie di prodotti standardizzati Le distanze fisiche si riducono per effetto della velocità di comunicazione. L’esperienza della simultaneità si sgancia dalla condivisione di uno spazio fisico (simultaneità despazializzata) La comunicazione elaborata dall’emittente può essere “sparsa” nell’ambiente circostante, senza avere un destinatario preciso (broadcast)

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*Le grandi prospettive teoriche: teoria dell’ago ipodermico* Teoria dell’ago ipodermico: i mass media sono in grado di inoculare sotto la pelle delle persone qualsiasi messaggio Modello comunicativo stimolo-risposta: ogni messaggio produce naturalmente sul pubblico l’effetto desiderato La società come massa di singoli individui alienati, privi di legami significativi, privi di qualsiasi autonomia Lasswell: il “modello delle cinque W” (Who, What, Whom, Where, What Effects) Limiti: determinismo, mancanza di attenzione al contesto, pubblico concepito come totalmente passivo

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*Le grandi prospettive teoriche: comunicazione a due stadi* Per essere efficace, il messaggio dev’essere costruito tenendo conto del contesto e del tipo di destinatario Modello comunicativo Stimolo-Variabili Intervenienti- Risposta (S-IV-R): caratteri socio-demografici e psicologici mediano l’impatto dello stimolo e indirizzano la risposta Teoria del flusso a due stadi: i messaggi vengono mediati dai c.d. leader d’opinione, che ne elaborano e filtrano i contenuti. Le relazioni più importanti dei contenuti Comunicazione come influenza: i media possono rafforzare convinzioni già presenti, ma non possono crearne di nuove o mutarne radicalmente di esistenti

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*Le grandi prospettive teoriche: usi e gratificazioni (1)* Indagine sul ruolo complessivo dei media, visti come istituzioni centrali della società moderna Evoluzione nei paradigmi di indagine: teoria degli “Usi e Gratificazioni” come parte dell’approccio struttural-funzionalista Centrale il concetto di funzione: la domanda chiave è “che cosa fanno le persone coi media?” Scarto concettuale rispetto ai precedenti paradigmi: si studiano gli effetti della comunicazione (spesso generali, inattesi, di lungo periodo) anziché i suoi obiettivi (situati, di breve periodo)

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*Le grandi prospettive teoriche: usi e gratificazioni (2)* Superamento del concetto di massa: i media si rivolgono a un pubblico attivo, attento e autonomo che si serve dei media per soddisfare i propri bisogni (gratificazioni) I bisogni soddisfatti dai media sono di diversi tipi: bisogni informativi, di relazione, ma anche legati alla condivisione di modelli comportamentali o valoriali Competizione tra media e altre agenzie per la gratificazione dei bisogni (alternative funzionali) Gli effetti dipendono insieme dal contenuto e dal contesto di fruizione. Emergono i prodromi di “costruzione sociale”: la comunicazione vista come costruzione condivisa di significato

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*Le grandi prospettive teoriche: la teoria critica* Industria culturale: complesso armonizzato e industrializzato dei mezzi di comunicazione I prodotti culturali non sono creati dal basso, ma pianificati e organizzati dal sistema dei media I destinatari sono consumatori passivi di prodotti pre-confezionati. Cultura come merce L’industria culturale produce legittimazione dell’ideologia dominante e omologazione dei gusti Limiti: semplificazione dei processi, pubblico come massa passiva, difficoltà nell’applicazione pratica

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*Le grandi prospettive teoriche: Cultural Studies (1)* Focus di ricerca sulla cultura, intesa come insieme di processi socialmente e storicamente situati, attraverso i quali gli individui attribuiscono senso alla realtà I media sono rilevanti perché costituiscono uno dei fulcri della cultura popolare L’emergere di ogni forma culturale viene interpretato, in un’ottica marxista, come processo di negoziazione e conflitto (centrale la nozione di egemonia) A livello empirico, i Cultural Studies analizzano produzione e consumo mediale

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*Le grandi prospettive teoriche: Cultural Studies (2)* Produzione mediale: i prodotti mediali sono i risultati complessi di specifiche condizioni storiche e sociali Consumo mediale: il pubblico interpreta i messaggi in modo differenziato e strategico, per conseguire obiettivi autonomi (dal pubblico a i pubblici) Modello Encoding-Decoding: il prodotto mediale è il risultato di un processo di “messa in codice” (Encoding); in fase di decodifica (Decoding) l’interpretazione può seguire diverse linee, in rapporto alla proposta: conforme, negoziale e oppositiva

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*Le grandi prospettive teoriche: la scuola di Toronto (1)* La Scuola di Toronto studia i media come “ambiente ecologico umano” attraverso un approccio interdisciplinare I media come motore di cambiamento in grado di influenzare - in alcune versioni addirittura determinare - la direzione del mutamento sociale

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*Le grandi prospettive teoriche: la scuola di Toronto (2)* Innis: ogni tecnologia porta con sé la tendenza verso una forma specifica di trasmissione del sapere McLuhan: i media come estensioni dell’uomo. I passaggi da fase culturale a fase culturale comportano mutazioni antropologiche Distinzione tra media caldi e media freddi Il vero messaggio di un medium è nel mutamento che produce Limiti: determinismo tecnologico, mancanza di considerazione per gli aspetti contestuali

Paccagnella, Sociologia della comunicazione, Il Mulino, 2004 3. La comunicazione di massa

*La produzione delle notizie* Giornalismo: produzione di notizie basata su precisi fattori economici, organizzativi, culturali Redazioni trasformano dati grezzi (eventi) in prodotti confezionati (notizie). In questo passaggio si modifica il fatto stesso (distorsione involontaria) Notiziabilità: possibilità che un evento possa trasformarsi in notizia Criteri notizia: regole pratiche che guidano il lavoro redazionale

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Capitolo 3 LA COMUNICAZIONE DI MASSA
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1/18/2010 4:41:44 PM
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