BLAST e Lesioni da esplosioneGUGLIELMO TELLAN
Università degli Studi di Roma
“La Sapienza”
Dipartimento di scienze anestesiologiche medicina critica e terapia del dolore
BLAST e Lesioni da esplosione
GUGLIELMO TELLAN
Università degli Studi di Roma
“La Sapienza”
Dipartimento di scienze anestesiologiche medicina critica e terapia del dolore
DIA 1
Il monitoraggio neurologico dell’anestesia è sempre stato riservato per la sua complessità tecnica ed interpretativa ad ambienti estremamente selezionati ed ultraspecialistici. Del tutto recentemente e per la prima volta è possibile ottenere in anestesia delle informazioni che siano rapidamente accessibili per l’anestesista circa la profondità dell’anestesia, violando di fatto l’unico sistema che ancora resisteva ad una esplorazione strumentale, cioè il sistema nervoso centrale
DIA 2
Il merito di ciò va al BIS ed ai AEP
come lavorano e cosa misurano
Sono due derivazioni( una empirica l’altra basata su di una singola funzione biologica) che deducono lo stato di coscienza senza una misura diretta della stessa
BLAST Lesioni anatomiche e sindrome clinica provocate dall’esposizione dell’organismo agli effetti di una forte esplosione.
In senso stretto, il BLAST “puro” riguarda le lesioni primarie legate ai soli effetti fisici dell’onda d’urto che è un’onda da sovrappressione unicamente statica.
DIA 1
Il monitoraggio neurologico dell’anestesia è sempre stato riservato per la sua complessità tecnica ed interpretativa ad ambienti estremamente selezionati ed ultraspecialistici. Del tutto recentemente e per la prima volta è possibile ottenere in anestesia delle informazioni che siano rapidamente accessibili per l’anestesista circa la profondità dell’anestesia, violando di fatto l’unico sistema che ancora resisteva ad una esplorazione strumentale, cioè il sistema nervoso centrale
DIA 2
Il merito di ciò va al BIS ed ai AEP
come lavorano e cosa misurano
Sono due derivazioni( una empirica l’altra basata su di una singola funzione biologica) che deducono lo stato di coscienza senza una misura diretta della stessa
Blast
Esplosione Gas sotto pressione e ad altissima temperatura vengono liberati o generati in un tempo estremamente breve. Altissima pressione si trasmette all’ambiente in tutte le direzioni sotto forma di onda d’urto. Aumento della pressione atmosferica dell’ambiente.
DIA 1
Il monitoraggio neurologico dell’anestesia è sempre stato riservato per la sua complessità tecnica ed interpretativa ad ambienti estremamente selezionati ed ultraspecialistici. Del tutto recentemente e per la prima volta è possibile ottenere in anestesia delle informazioni che siano rapidamente accessibili per l’anestesista circa la profondità dell’anestesia, violando di fatto l’unico sistema che ancora resisteva ad una esplorazione strumentale, cioè il sistema nervoso centrale
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Il merito di ciò va al BIS ed ai AEP
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Sono due derivazioni( una empirica l’altra basata su di una singola funzione biologica) che deducono lo stato di coscienza senza una misura diretta della stessa
Esplosioni meccaniche: quando la pressione all’interno di un recipiente eccede la resistenza delle sue pareti. Cause delle esplosioni Esplosioni elettriche: quando si ha la formazione di un arco elettrico fra due punti a potenziale elettrico differente. Esplosioni chimiche: derivano da esplosivi che sono composti ben definiti o miscele di corpi suscettibili di decomporsi in un tempo estremamente breve, producendo un grande volume di gas portato a temperatura e pressione elevatissime.
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Il monitoraggio neurologico dell’anestesia è sempre stato riservato per la sua complessità tecnica ed interpretativa ad ambienti estremamente selezionati ed ultraspecialistici. Del tutto recentemente e per la prima volta è possibile ottenere in anestesia delle informazioni che siano rapidamente accessibili per l’anestesista circa la profondità dell’anestesia, violando di fatto l’unico sistema che ancora resisteva ad una esplorazione strumentale, cioè il sistema nervoso centrale
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Il merito di ciò va al BIS ed ai AEP
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Sono due derivazioni( una empirica l’altra basata su di una singola funzione biologica) che deducono lo stato di coscienza senza una misura diretta della stessa
Elementi dell’esplosione
1) Onda da sovrappressione statica, o “onda d’urto”. 2) Onda da sovrappressione dinamica. 3) Effetto termico.
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Il monitoraggio neurologico dell’anestesia è sempre stato riservato per la sua complessità tecnica ed interpretativa ad ambienti estremamente selezionati ed ultraspecialistici. Del tutto recentemente e per la prima volta è possibile ottenere in anestesia delle informazioni che siano rapidamente accessibili per l’anestesista circa la profondità dell’anestesia, violando di fatto l’unico sistema che ancora resisteva ad una esplorazione strumentale, cioè il sistema nervoso centrale
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L’onda d’urto si traduce in un aumento brutale quasi istantaneo e molto rapido della pressione atmosferica, seguito da un decremento esponenziale. L’onda d’urto progredisce alla velocità del suono (300 metri/sec) in un ambiente aereo in maniera radiale a partire dalla sua fonte, sottoforma di una sfera rapidamente espansibile di aria compressa.
Questa onda d’urto è responsabile degli effetti primari dell’esplosione che costituiscono la sindrome clinica del blast propriamente detto. Onda da sovrappressione statica
“onda d’urto”
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Natura dell’ambiente fisico attraversato dall’onda d’urto Ambiente aereo: rapido ammortizzamento dell’onda d’urto. Ambiente liquido: l’acqua è 800 volte più densa e 10000 volte meno compressibile dell’aria. L’onda d’urto è ridotta alla sola fase di sovrappressione seguita da piccole onde positive e si propaga alla velocità del suono nell’acqua, cioè 1500 metri/sec, e si ammortizza più lentamente. La fase di sovrappressione dinamica non esiste in ambiente liquido e gli effetti di una esplosione sottomarina su un organismo immerso sono legati esclusivamente all’onda d’urto. IL BLAST SOTTOMARINO é UN BLAST PURO Ambiente solido: il carattere incomprimibile assai denso dei materiali solidi aumenta la velocità di propagazione dell’onda d’urto a 5000 m/sec.
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L’onda di pressione dinamica corrisponde allo spostamento di una grande massa d’aria. Questo vento, immediatamente successivo al fronte di pressione statica, deriva dall’espansione dei prodotti dell’esplosione nell’aria. Qualsiasi corpo od oggetto mobilizzabile incontrato da questa grande massa d’aria in movimento subisce un’accellerazione brutale.
Onda di pressione dinamica“vento” Effetto termico L’effetto termico è limitato nel tempo e dipende dalla natura dell’esplosivo e dalla presenza di eventuali altri prodotti infiammabili.
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Blast
Lesioni primarie, da Blast vero e proprio, sono dovute solamente all’interazione dell’onda d’urto con il corpo che esse colpiscono in maniera differente da un organo all’altro. Lesioni secondarie, di tipo balistico, derivano dalla proiezione dei frammenti della parte esterna dell’esplosivo, del suo contenuto o di detriti ambientali spinti dall’esplosione ed accellerati dal vento e dalla gravità. Lesioni terziarie, sono legate al vento dell’esplosione che proietta il corpo umano contro superfici dure o contundenti generando così lesioni da decellerazione.
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Aree di comparsa delle lesioni da esplosione in funzione della distanza dall’epicentro. Area delle lesioni secondarie
da proiettili Epicentro Area delle lesioni terziarie da
proiezione del corpo Area delle lesioni da Blast
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Le lesioni secondarie balistiche sono generate da frammenti provocati dal vento dell’esplosione. I frammenti provenienti da strutture, dal terreno vicino all’esplosione o che fanno parte integrante del mezzo esplosivo per aumentarne il potere vulnerante, sono spostati ad una velocità iniziale che può arrivare a 1000 m/sec e sono responsabili, in prossimità dell’epicentro, di lesioni spesso penetranti multiple del tipo “sforacchiamenti” soprattutto sulle zone scoperte o lacerazioni, contusioni, ferite slabbrate o amputazioni. Lesioni secondarie
Lesioni terziarie Il vento è responsabile anche della proiezione della vittima su strutture diverse, proiezione che causa lesioni terziarie. Queste lesioni da decellerazione sono sempre associate a lesioni primarie e secondarie gravi che sottolineano la vicinanza del ferito alla fonte di esplosione.
Conseguenze lesionali potenziali di una esplosione
Esplosione aerea Effetto meccanico Effetto termico Vento Flash Onda d’urto Incendio Proiezione
di detriti Spostamento
del corpo Crollo delle strutture Ustioni Intossicazioni
da fumi Blast
primario Lesioni specifiche da Blast Crivellatura Traumatismi
convenzionali Seppellimento
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Il monitoraggio neurologico dell’anestesia è sempre stato riservato per la sua complessità tecnica ed interpretativa ad ambienti estremamente selezionati ed ultraspecialistici. Del tutto recentemente e per la prima volta è possibile ottenere in anestesia delle informazioni che siano rapidamente accessibili per l’anestesista circa la profondità dell’anestesia, violando di fatto l’unico sistema che ancora resisteva ad una esplorazione strumentale, cioè il sistema nervoso centrale
DIA 2
Il merito di ciò va al BIS ed ai AEP
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Sono due derivazioni( una empirica l’altra basata su di una singola funzione biologica) che deducono lo stato di coscienza senza una misura diretta della stessa
Lesioni uditive Emotimpano o perforazione del timpano che va dal danno puntiforme alla distruzione quasi completa. La sua presenza conferma il passaggio dell’onda d’urto costituisce un segno di allarme. Questo danno è bilaterale nel 10% dei casi e multiplo nel 4,5%. Danno anche a carico della catena degli ossicini e ciò gioca un ruolo di amplificatore per trasmettere la sovrappressione alle strutture cocleari dell’orecchio interno.
Lesioni polmonari -Una parte dell’onda viene riflessa. Onda d’urto impatta sul torace -Maggior parte viene trasmessa alla parete che subisce un’accellerazione violenta. Differenziali di pressione da una parte all’altra della parete alveolocapillare che ad una certa soglia tenderà a rompersi. L’onda d’urto attraversa in maniera più rapida ed ampia l’acqua rispetto all’aria. Si riflette e si rinforza all’interno della gabbia toracica creando lesioni ilari e periferiche da parte di forze di taglio.
Lesioni polmonari CONTUSIONE POLMONARE COLPISCE SIA LA SUPERFICIE CHE LA PROFONDITÀ DEI POLMONI. Le lesioni della superficie polmonare sono secondarie a fenomeni di impatto. La superficie polmonare presenta le classiche impronte costali derivanti dall’impatto delle coste sul parenchima polmonare. Esistono lacerazioni e soffusioni emorragiche, spesso estese fino alla profondità, responsabili di raccolte aeree ed ematiche secondarie a rotture pleuriche e corticali. Le lesioni del parenchima polmonare sottostante sono secondarie a fenomeni di distorsione. Il parenchima presenta a grado diverso lesioni capillari, alveolari e bronchiali.
Lesioni polmonari La lesione polmonare da BLAST è una contusione polmonare con rottura della barriera aria-sangue. 1) Perdita di sangue capillare venoso responsabile di emorragia intralveolare che altera gli scambi gassosi creando uno shunt ed un’ipossia. 2) Perdita aerea extra-alveolare all’origine di enfisema, pnx e fistole alveolovenose, suscettibili queste di produrre embolie gassose.
Lesioni renali SINDROME NEFROSICA (rigonfi, pallidi, con diffuso ed uniforme ispessimento della parete glomerulare, …) SINDROME NEFRITICA ( edematosi con glomeruli ingranditi, ipercellulari, ischemici, …) NECROSI TUBULARE ACUTA determinata dall’emoglobinuria e dalla mioglobinuria conseguenti alle ustioni e aggravate dall’ischemia renale che si verifica per effetto dello shock.
Danno digestivo Riguarda soprattutto l’intestino ed in particolare il colon e la regione ileo-cecale. Le lesioni sono di due tipi: - Contusioni sottoforma di petecchie o emorragie intramurali o sottosierose. - Perforazioni digestive multiple a livello del bordo mesenterico dell’intestino.
Le lesioni laringee non compaiono per propagazione dell’onda d’urto attraverso le vie aeree superiori, ma sono la conseguenza dell’impatto dello scheletro cartilagineo del laringe sulla mucosa. La lesione è costituita da petecchie del vestibolo laringeo suscettibili di estendersi verso la trachea ed i bronchi principali. Questi danni hanno un’importanza capitale per la diagnosi di gravità del BLAST. Danno laringo-tracheale IL DANNO LARINGEO COSTITUISCE UN SEGNO DI ALLARME PER IL RISCHIO DI INSUFFICIENZA RESPIRATORIA
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