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Capitolo XII. L’Unione economica e monetaria europea

Capitolo XII. L’Unione economica e monetaria europea

* 1. Perché gli europei sono sempre stati avversi alla volatilità dei cambi? L’economie europee sono molto aperte. Il commercio internazionale è una componente molto importante del reddito nazionale Secondo alcuni “padri dell’Euro”, le ampie fluttuazioni dei tassi di cambio europei negli anni Venti e Trenta contribuirono alla crisi delle economie nazionali nel periodo tra le due guerre Il mercato agricolo comune ha bisogno di cambi stabili per funzionare adeguatamente

* 1.1. Il grado di apertura delle economie europee Le economie dei paesi dell’Unione Europea sono molto aperte. La quota delle esportazioni sul totale del reddito è vicina al 20% nei paesi più grandi e supera il 50% in paesi piccoli come il Belgio. La maggior parte del commercio internazionale avviene all’interno dell’Europa.

* 1.2. Le svalutazioni competitive degli anni Venti e Trenta Le preoccupazioni degli europei riguardano principalmente le fluttuazioni dei cambi all’interno dell’Europa. Le ampie fluttuazioni dei cambi di quel periodo erano in gran parte dovute al tentativo dei vari paesi di usare il tasso di cambio come strumento macroeconomico per uscire dalla profonda recessione degli anni Trenta. Ma la svalutazione di una moneta accresce la competitività di un paese solo nella misura in cui diminuisce quella dei suoi partner commerciali.

* 1.3. Le fluttuazioni dei cambi e il mercato comune Il mercato agricolo comune ha bisogno di cambi stabili per funzionare adeguatamente.

* 2. La storia monetaria dell’Europa dal dopoguerra ai nostri giorni Dopoguerra – 1971 Regime di Bretton Woods La volatilità dei tassi di cambio laterali all’interno dell’Europa fu limitata dal comune aggancio con il dollaro. Inizio anni ’70 Crollo del sistema di Bretton Woods, a causa dell’incompatibilità tra gli obiettivi di politica economica tedeschi e americani 2.1. Da Bretton Woods al Sistema monetario europeo

* 2. La storia monetaria dell’Europa dal dopoguerra ai nostri giorni Lo SME fu la risposta degli Europei alla elevata volatilità dei cambi che si era verificata negli anni ’70. Lo SME consentì all’Europa un periodo di cambi relativamente stabili, ma non eliminò le svalutazioni. Tra il 1979 e il 1992 vi furono dieci svalutazioni. In ciascun caso, la parità centrale di una o più monete europee fu svalutata rispetto al marco. 2.1. Da Bretton Woods al Sistema monetario europeo

* 2.2. Il Sistema monetario europeo Nello SME, le svalutazioni non erano decisioni unilaterali, ma collegiali. Quando una moneta raggiungeva il margine superiore di fluttuazione, la banca centrale di quel paese aveva due opzioni: alzare i tassi di interesse, in modo da difendere il cambio chiedere un riallineamento, ossia una svalutazione della parità centrale

* 2.2. Il Sistema monetario europeo La condizione di arbitraggio tra i rendimenti di attività denominate in monete diverse (ad esempio, franco francese e marco tedesco) può essere scritta come: Il rapporto tra i tassi di interesse fluttua al variare delle aspettative del mercato relativamente a una svalutazione.

* 2.2. Il Sistema monetario europeo I controlli sui movimenti di capitale consentivano ai governi europei di difendere una parità di cambio, anche in presenza di aspettative di svalutazione. Non eliminavano la necessità di svalutare, ma consentivano alle autorità monetarie di procrastinare la svalutazione e decidere a tavolino quando svalutare. Questa autonomia scomparve quando vennero meno i controlli.

* 2.2. Il Sistema monetario europeo Eliminati i controlli valutari, perché incompatibili con il mercato unico, all’Europa si aprivano due strade: abbandonare ogni tentativo di stabilizzare i tassi di cambio e passare a un regime di cambi flessibili; 2. abbandonare i tassi di cambio, adottando una moneta comune.

* 3. Il Trattato di Maastricht Il trattato di Maastricht è un documento fondamentale per la storia dell’integrazione europea e per la nascita dell’Euro. Il Trattato ha creato una nuova istituzione sovranazionale, la Banca Centrale Europea, l’istituzione preposta a condurre la politica monetaria dell’UEM.

* 3. Il Trattato di Maastricht

* 3. Il Trattato di Maastricht Il Trattato di Maastricht ha stabilito alcuni criteri di convergenza da far rispettare ai paesi che aspiravano a entrare nell’UEM. I criteri di convergenza riguardavano in particolare: la stabilità del tasso di cambio la convergenza dei tassi di interesse a lungo termine la convergenza del tasso di inflazione la convergenza del rapporto debito/Pil la convergenza del rapporto deficit/Pil

* 4. Astuzia o virtù? Come accadde che l’Italia fu ammessa all’unione monetaria Il Trattato di Maastricht fissava il 1º gennaio 1999 come termine inderogabile per l’inizio dell’unione monetaria. Nonostante notevoli progressi sul fronte del risanamento della finanza pubblica (iniziati già nel 1991), nel 1995-96 l’Italia rimaneva molto distante dai criteri di convergenza. La “scommessa di Ciampi”: per ridurre drasticamente il disavanzo era necessario convincere i mercati che l’Italia sarebbe stata ammessa, solo così ci sarebbe stata una riduzione del differenziale tra i tassi di interesse italiani e quelli tedeschi.

* 4. Astuzia o virtù? Come accadde che l’Italia fu ammessa all’unione monetaria Fig. 26.3. Andamento dei rendimenti a 10 anni e spread Italia-Germania.

* 4. Astuzia o virtù? Come accadde che l’Italia fu ammessa all’unione monetaria Le manovre di Ciampi risultarono efficaci. Con l’eccezione di quella sul debito, l’Italia era riuscita a rispettare tutte le condizioni richieste dal Trattato di Maastricht. L’ammissione all’unione monetaria eliminò quasi del tutto il differenziale tra i tassi italiani e quelli tedeschi, con effetti straordinari sul disavanzo pubblico.

* 4. Astuzia o virtù? Come accadde che l’Italia fu ammessa all’unione monetaria Fig. 26.4. Indebitamento netto della pubblica amministrazione in percentuale del Pil.

L’autorità monetaria nella UEM SEBC

Sistema Europeo delle Banche Centrali: SEBC BCE + banche centrali nazionali dei paesi membri Consiglio direttivo Composizione: Comitato esecutivo + governatori delle banche centrali nazionali che hanno adottato l’euro Funzioni: Adottare gli indirizzi e prendere le decisioni per il SEBC Formulare la politica monetaria in Europa

L’autorità monetaria nella UEM SEBC

Comitato esecutivo Composizione: Presidente, vicepresidente e 4 membri nominati dai governi europei Funzioni: Preparazione delle riunioni del consiglio direttivo Attuare la politica monetaria e impartire istruzioni alle banche centrali nazionali.

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Author: 
Pasquale
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Pasquale
Description: 
Capitolo XII. L’Unione economica e monetaria europea
Tags: 
monetaria | paesi | cambio | unione | tassi | patto | cambi | europa
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8/23/2002 10:21:14 AM
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