LA PRESTAZIONE DEL MUSCOLO
DIPENDE ANCHE DALLA SITUAZIONE BIOMECCANICA
IN CUI VIENE A TROVARSI
LA PRESTAZIONE DEL MUSCOLO
DIPENDE ANCHE DALLA SITUAZIONE BIOMECCANICA
IN CUI VIENE A TROVARSI
Inserzioni muscolari e loro effetti sulla funzione
I movimenti intorno ad ogni articolazione sono determinati dalle forze muscolari generate,
in coppia con vari fattori anatomici che contribuiscono alla lunghezza del braccio o dei bracci degli elementi muscolo-scheletrici in considerazione.
Questi fattori contribuenti sono:
-- l'inserzione muscolare sulle prominenze ossee;
-- il passaggio del tendine muscolare sopra le prominenze ossee;
-- la localizzazione delle inserzioni muscolari rispetto all'articolazione
L'inserzione muscolare sulle prominenze ossee La trazione dei glutei aumenta
la grandezza del grande trocantere; MUSCOLO PICCOLO GLUTEO: inserzione superficie anteriore del grande trocantere MUSCOLO MEDIO GLUTEO: inserzione superficie laterale del grande trocantere L'ipertrofia sia di una prominenza ossea che dell'osso stesso sposta l'inserzione muscolare più lontano dall'asse articolare e così aumenta il braccio o i bracci del muscolo in questione; questo fatto fa aumentare l'efficacia della forza muscolare.
L'inserzione muscolare sulle prominenze ossee La grandezza della tuberosità deltoidea è direttamente in rapporto alla grandezza del muscolo deltoide inserito su di essa. F P’ R P’’ AUMENTO DEL BRACCIO DELLA POTENZA; AUMENTO DELL’EFFICACIA DELLA FORZA MUSCOLARE
MODIFICAZIONE DELLA LINEA DI TRAZIONE DEL MUSCOLO spostandola più lontana dall'asse articolare e perciò aumentando il braccio del muscolo. PATELLOCTOMIA:per la stessa forza muscolare generata, il ridotto braccio determina la produzione di un minor momento nell'articolazione del ginocchio.
La linea d’azione del quadricipite femorale è allontanata dall’articolazione del ginocchio dalla rotula
Il passaggio di un muscolo o di un tendine sopra ad una prominenza modifica la direzione della linea d’azione del muscolo, spostandola più lontano dall’asse articolare e perciò aumentando il braccio del muscolo
LE PROPRIETA’ DEL MUSCOLO SCHELETRICO ECCITABILITA’
CONTRATTILITA’
RILASCIAMENTO
DISTENSIBILITA’/ELASTICITA’
ECCITABILITA’: capacità del muscolo di rispondere allo stimolo elettrico portato a livello della placca neuromuscolare dal motoneurone, attraverso una depolarizzazione di membrana, che ha la caratteristica di essere propagata senza smorzarsi sotto forma di variazione di potenziale. L'adeguata propagazione dell'eccitazione evoca la risposta che è caratteristica della cellula, ovvero la contrazione. CONTRATTILITA’: è la capacità del muscolo di produrre tensione tra le due estremità e di esercitare quindi una trazione a livello di entrambi i tendini, quello di origine e quello d’inserzione. RILASCIAMENTO: è l'opposto della contrazione ed è un processo del tutto passivo
DISTENSIBILITA’/ELASTICITA’: il muscolo può essere allungato o stirato dall'azione di una forza esterna al muscolo stesso, la quale può essere esercitata da un muscolo antagonista, dalla forza di gravità o da una forza esterna esercitata da un agente esterno. Poiché il muscolo è elastico, a meno che non sia stato tirato eccessivamente (cioè che non abbia subito danno per essere stato tirato oltre i suoi limiti fisiologici), esso riprenderà la sua lunghezza normale. La distensibilità e l'elasticità rappresentano due caratteristiche antagoniste (l'una si oppone all'altra) che coesistono, assicurando che le contrazioni siano continue e che il muscolo non sia danneggiato da una improvvisa variazione sia dello stiramento che della contrazione.
Sulla base della VARIAZIONE DI LUNGHEZZA DEL MUSCOLO CHE SI CONTRAE è possibile distinguere i seguenti tipi di contrazione muscolare:
CONTRAZIONE ISOMETRICA (O CONTRAZIONE STATICA): si dice che IL MUSCOLO compie un lavoro statico o isometrico CONTRAZIONE ISOTONICA CONCENTRICA
(O IN ACCORCIAMENTO): si dice che il muscolo lavora in modo concentrico
ovvero compie un lavoro positivo. CONTRAZIONE ISOTONICA ECCENTRICA (O IN ALLUNGAMENTO): si dice che il muscolo lavora in modo eccentrico o negativo (il lavoro in questo caso è eseguito dal carico sul muscolo!!!!) (accovacciarsi; sedersi; coricarsi) CONTRAZIONE ISOCINETICA: è un tipo di contrazione che non esiste in natura nel movimento umano
Tendenza delle fibre muscolari contraendosi di avvicinare entrambi i segmenti corporei su uno dei quali c’è l’origine e sull’altro (quello che compie il movimento) l’inserzione
In termini di spesa energetica
la contrazione isotonica eccentrica
è sicuramente la più vantaggiosa
ed
è seguita poi dalla contrazione isometrica;
per ultima viene la contrazione isotonica concentrica. SPESA ENERGETICA
SPESA ENERGETICA
A PARITA’ DI TENSIONE ESPRESSA CONTRAZIONE ISOTONICA CONCENTRICA CONTRAZIONE ISOTONICA ECCENTRICA CONTRAZIONE ISOMETRICA TENSIONE SVILUPPATA CONTRAZIONE ISOMETRICA CONTRAZIONE ISOTONICA CONCENTRICA CONTRAZIONE ISOTONICA ECCENTRICA IL COSTO ENERGETICO DEL LAVORO NEGATIVO E’ CIRCA
1/10 DI QUELLO DEL LAVORO POSITIVO NELL’UOMO.
C
A
L
A C
A
L
A
Motori (agonisti) e primi motori: ogni volta che un muscolo provoca un movimento accorciandosi si dice che esso funziona come motore o agonista.
Se si ritiene che il muscolo in questione renda il maggior contributo a quel movimento, quel muscolo viene considerato come primo motore. Gli altri muscoli che attraversano la stessa articolazione sulla stessa regione anatomica, e che o sono più piccoli o che durante quel movimento danno un contributo minore, sono detti motori secondari o assistenti.
Antagonisti: sono detti antagonisti i muscoli la cui azione è contraria a quella del primo motore e pertanto si oppongono ad esso.
QUESTO NON SIGNIFICA CHE UN ANTAGONISTA ESERCITI SEMPRE TENSIONE CONTRO IL PRIMO MOTORE!!!! L'INIBIZIONE RECIPROCA E COMPLETA DEI MUSCOLI OPPONENTI RAPPRESENTA LA REGOLA,
OVVERO LA REGOLA E' IL RILASCIAMENTO DEI MUSCOLI ANTAGONISTI.
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