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Analisi degli sbocchi occupazionali dei laureati dell’Università di Macerata Un’analisi delle differenze di genere Macerata, novembre 2008Cristina Davino Dipartimento di Studi sullo Sviluppo Economico Università di Macerata cdavino@unimc.it

Analisi degli sbocchi occupazionali dei laureati dell’Università di Macerata Un’analisi delle differenze di genere Macerata, novembre 2008

Cristina Davino Dipartimento di Studi sullo Sviluppo Economico Università di Macerata cdavino@unimc.it

Indice della presentazione Obiettivi dell’indagine La metodologia Il profilo dei laureati La condizione occupazionale Approfondimenti click

Obiettivi Monitorare i tempi e le modalità dei percorsi formativi degli studenti in UNIMC Misurare i tempi e le modalità di accesso al mondo del lavoro Valutare la rispondenza delle abilità professionali e delle conoscenze teoriche acquisite alle effettive richieste del mondo del lavoro Capire le motivazioni degli insuccessi professionali Ritorna all’indice Il problema della misurazione del “prodotto” dell’istruzione universitaria si pone all’interno del più vasto tema dei metodi per la sua valutazione. Tali metodi sono fortemente influenzati dalle specificità dell’istruzione universitaria . I servizi erogati dall’istruzione universitaria sono, come quelli della sanità, dell’istruzione secondaria, servizi alla persona di pubblica utilità. Tali servizi intendono migliorare aspetti del benessere o non far crescere particolari aspetti del disagio dell’utente, vengono erogati da agenti (università, scuole, ospedali) secondo un processo e producono “experience goods” cioè beni e servizi la cui qualità è valutabile solo ex-post dopo l’erogazione del servizio. Concetto complesso: caratteristiche individuali, risorse investite dall’ateneo, qualità degli immobili, preparazione scientifica e didattica dei docenti. L’obiettivo più generale è stato quello, da un lato, di monitorare i tempi e le modalità dei percorsi seguiti dai laureati all’interno ed all’esterno dell’Università, dall’altro di avviare un tentativo di valutazione sulla rispondenza delle abilità professionali e conoscenze teoriche acquisite nel corso degli studi, alle effettive richieste degli enti e delle aziende. Uno sguardo particolare è stato rivolto ai percorsi formativi post-laurea, nello specifico alle attività di “praticantato”; non meno importante, infine, si è rilevata la possibilità di capire meglio i perché degli insuccessi sul fronte occupazionale, mettendo a...

La metodologia di indagine Popolazione: laureati del vecchio ordinamento Data della rilevazione: Maggio 2006 Analisi degli sbocchi occupazionali da 1 a 3 anni dalla laurea Campione di 685 laureati stratificato per Facoltà

Il profilo dello studente Gli occupati I non occupati I praticanti In formazione La metodologia di analisi Ritorna all’indice Valutazione dell’efficacia esterna del percorso di studi: possibilità di inserimento nel modo del lavoro e legami con l’esperienza universitaria.

Il profilo dei laureati

Il genere L’immagine femminile dell’Università di Macerata confermata in tutte le Facoltà. L’analisi delle principali caratteristiche dei laureati dell’Ateneo maceratese si apre con la decisa riconferma di quella che oramai viene descritta come “l’immagine femminile” dell’Università degli Studi di Macerata: le laureate rappresentano infatti il 77% di tutti gli studenti che hanno terminato il percorso universitario mentre il sesso maschile è presente, tra i laureati dell’Ateneo, solo con una minoritaria percentuale del 23%

Il profilo dei laureati

Gli anni impiegati Un percorso di studio lungo, soprattutto per i maschi. Un sintomo di basse performance degli studenti maceratesi? Per quanto riguarda il raggiungimento della laurea in corso di studi: solo il 19,3% degli studenti infatti termina il percorso universitario nei tempi previsti. Sono gli studenti delle Facoltà di Scienze della Comunicazione (48%) e Scienze della Formazione (69,8%) quelli che più frequentemente riescono a rispettare i termini previsti per il conseguimento della laurea mentre sono i laureati in Economia (92,7%) e Scienze Politiche (93,5%) quelli che con maggior frequenza ritardano il raggiungimento dell’obiettivo e di poco migliori risultano le percentuali relative alle rimanenti Facoltà.

Il profilo dei laureati

Il lavoro durante gli studi Molti studenti, prevalentemente donne, associano al percorso universitario un’esperienza lavorativa. E’ interessante, infine, notare come la maggioranza (62,2%) dei laureati abbia dichiarato di aver svolto un’attività lavorativa durante gli studi e analizzando i dati suddivisi per le Facoltà di appartenenza dei laureati, si evince come siano in particolare gli studenti di Economia ad associare al percorso universitario un’esperienza lavorativa, seguiti con percentuali via via più ridotte da tutti i colleghi delle altre Facoltà. Ultimi nella graduatoria di studenti-lavoratori sono i laureati in Scienze della Comunicazione; solo in questo caso la percentuale più consistente è associata a quanti si sono dedicati, durante il periodo universitario, esclusivamente alla studio.

Il profilo dei laureati

La valutazione dell’esperienza universitaria Il 95% degli studenti giudica l’esperienza universitaria più che sufficiente. Le donne sono leggermente più soddisfatte (95,2%) degli uomini (93,6%). Giudizio più basso (Scala 1-10) E’ interessante, infine, notare come la maggioranza (62,2%) dei laureati abbia dichiarato di aver svolto un’attività lavorativa durante gli studi e analizzando i dati suddivisi per le Facoltà di appartenenza dei laureati, si evince come siano in particolare gli studenti di Economia ad associare al percorso universitario un’esperienza lavorativa, seguiti con percentuali via via più ridotte da tutti i colleghi delle altre Facoltà. Ultimi nella graduatoria di studenti-lavoratori sono i laureati in Scienze della Comunicazione; solo in questo caso la percentuale più consistente è associata a quanti si sono dedicati, durante il periodo universitario, esclusivamente alla studio.

Il profilo dei laureati

Il voto di laurea 110 e lode 106-110 101-107 96-100 <96 Ottimi risultati: il 46% degli studenti si laurea con un voto superiore al 105. Le donne conseguono risultati decisamente migliori (52,1%) degli uomini (27,7%). Un aspetto interessante per descrivere i laureati maceratesi è il voto con il quale hanno conseguito il diploma di laurea. La figura riporta le votazioni distinte in 5 diverse classi, evidenzia le maggiori percentuali in concomitanza delle classi di voto più elevato. Il 34% degli studenti dell’Ateneo viene proclamato con lode e, complessivamente, il 76% delle votazioni raggiunte è superiore al 100. Entrando nel merito delle singole Facoltà si può osservare come siano, in ordine, gli studenti in Scienze della Formazione, Lettere e Filosofia e Scienze della Comunicazione, quelli più frequentemente premiati con la lode. La Facoltà di Giurisprudenza e quelle di Economia e di Scienze Politiche presentano invece, in corrispondenza della classe più elevata, percentuali più contenute ma, anche in questi casi, oltre il 50% delle votazioni è superiore al 100. Trend inverso è invece quello della Facoltà di Giurisprudenza per la quale sono superiori le percentuali corrispondenti alle classi di voto più basse.

Il profilo dei laureati

La formazione post-laurea Ritorna all’indice Le donne sono più orientate a proseguire la formazione. Gli uomini scelgono prevalentemente corsi professionalizzanti. Un aspetto interessante per descrivere i laureati maceratesi è il voto con il quale hanno conseguito il diploma di laurea. La figura riporta le votazioni distinte in 5 diverse classi, evidenzia le maggiori percentuali in concomitanza delle classi di voto più elevato. Il 34% degli studenti dell’Ateneo viene proclamato con lode e, complessivamente, il 76% delle votazioni raggiunte è superiore al 100. Entrando nel merito delle singole Facoltà si può osservare come siano, in ordine, gli studenti in Scienze della Formazione, Lettere e Filosofia e Scienze della Comunicazione, quelli più frequentemente premiati con la lode. La Facoltà di Giurisprudenza e quelle di Economia e di Scienze Politiche presentano invece, in corrispondenza della classe più elevata, percentuali più contenute ma, anche in questi casi, oltre il 50% delle votazioni è superiore al 100. Trend inverso è invece quello della Facoltà di Giurisprudenza per la quale sono superiori le percentuali corrispondenti alle classi di voto più basse.

La condizione occupazionale

Occupato 58,5% (1--3 anni dalla laurea) Le donne sono “meno occupate” degli uomini. Prima di analizzare le principali caratteristiche che contraddistinguono le attuali condizioni lavorative dei laureati presso l’Università degli Studi di Macerata è opportuno valutare la condizione occupazionale al momento dell’intervista: Quasi il 60% degli intervistati dichiara di essere occupato anche se per il 4,2% si tratta di occupazioni part-time, i non occupati risultano essere il 18% di cui un 3,8% dichiara di essere non occupato per scelta (persone non occupate ma non in cerca di lavoro), i praticanti e coloro che hanno proseguito nella formazione sono rispettivamente il 14,9% ed il 4,9%. Andando ad analizzare la situazione lavorativa all’interno delle singole Facoltà, emergono dei dati interessanti da commentare. In primo luogo è immediato notare come siano i laureati in Scienze della Formazione ad incontrare il minor numero di difficoltà nella ricerca di un lavoro: ben il 92,9% di coloro che hanno seguito questo corso di laurea risulta già occupato mentre solo un 4% ancora alla ricerca di un impiego. A seguire, in termini di percentuali di laureati già occupati, sono le Facoltà di Economia e quella di Scienze Politiche. Sebbene tuttavia in questi due casi, la percentuale degli occupati è di poco differente (69,5% per Economia e 60,9% per Scienze Politiche) la situazione risulta ben diversa se analizzata dal punto di vista dei disoccupati: se infatti i dottori in Economia che non riescono a trovare un impiego rappresentano il 7,3% del totale, i colleghi di Sci...

La condizione occupazionale

Le donne sono “meno occupate” degli uomini in tutte le Facoltà ad eccezione della Facoltà di Economia. Prima di analizzare le principali caratteristiche che contraddistinguono le attuali condizioni lavorative dei laureati presso l’Università degli Studi di Macerata è opportuno valutare la condizione occupazionale al momento dell’intervista: Quasi il 60% degli intervistati dichiara di essere occupato anche se per il 4,2% si tratta di occupazioni part-time, i non occupati risultano essere il 18% di cui un 3,8% dichiara di essere non occupato per scelta (persone non occupate ma non in cerca di lavoro), i praticanti e coloro che hanno proseguito nella formazione sono rispettivamente il 14,9% ed il 4,9%. Andando ad analizzare la situazione lavorativa all’interno delle singole Facoltà, emergono dei dati interessanti da commentare. In primo luogo è immediato notare come siano i laureati in Scienze della Formazione ad incontrare il minor numero di difficoltà nella ricerca di un lavoro: ben il 92,9% di coloro che hanno seguito questo corso di laurea risulta già occupato mentre solo un 4% ancora alla ricerca di un impiego. A seguire, in termini di percentuali di laureati già occupati, sono le Facoltà di Economia e quella di Scienze Politiche. Sebbene tuttavia in questi due casi, la percentuale degli occupati è di poco differente (69,5% per Economia e 60,9% per Scienze Politiche) la situazione risulta ben diversa se analizzata dal punto di vista dei disoccupati: se infatti i dottori in Economia che non riescono a trovare un impiego rappresentano il 7,3% del totale, i colleghi di Sci...

Gli occupati

Il settore economico di attività Le donne sono prevalentemente insegnanti, impiegate nel commercio e nel credito. Gli uomini sono prevalentemente impiegati nell’industria e nel settore assicurativo. Tra i settori economici presso i quali i laureati più frequentemente trovano impiego emergono, dalla tabella, l’Istruzione seguita dal Commercio e dal Credito. Queste considerazioni possono essere utilizzate a riprova di quanto emerso dalla precedente Tabella secondo i cui dati, erano i laureati presso le Facoltà di Scienze della Formazione, Economia e Scienze Politiche quelli più favoriti per un immediato inserimento nel mondo del lavoro; sono infatti questi i settori dove tradizionalmente chi ha seguito tali percorsi di studi ha maggiori facilità, maggiori aspirazioni e, a questo punto, anche maggiori possibilità ad entrare.

Gli occupati

La tipologia di contratto I lavori caratterizzati da precariato (tempo determinato e collaborazione occasionale su tutti) risultano complessivamente più frequenti dei lavori stabili a tempo indeterminato. i lavori caratterizzati da precariato (tempo determinato e collaborazione occasionale su tutti) risultano complessivamente più frequenti dei lavori stabili a tempo indeterminato. Fortunatamente ridotte sono le percentuali relative a coloro che, completati gli studi, lavorano privi di un serio contratto di lavoro. Ad ogni modo la tipologia di contratto risulta differenziata per Facoltà evidentemente perchè diversa è anche la distribuzione degli occupati nei vari settori economici. I contratti a tempo indeterminato risultano caratterizzare la maggior parte degli occupati provenienti dalle Facoltà di Economia e Giurisprudenza. Contratti a tempo determinato sono, invece, i prevalenti tra gli occupati delle altre Facoltà. Consistente la quota di lavoratori autonomi provenienti da Economia e Giurisprudenza, Facoltà che hanno come principale e naturale sbocco la libera professione.

Gli occupati

La tipologia di contratto L’instabilità della tipologia di contratto è particolarmente critica per le donne.

Gli occupati

La tipologia di contratto Lavoro autonomo o a tempo indeterminato Collaborazione occasionale, contratto a tempo determinato e contratto part-time L’instabilità della tipologia di contratto è particolarmente critica per le donne. Le considerazioni precedenti risultano più evidenti dalla Tabella in cui alcune tipologie di contratto sono state raggruppate: la modalità stabile comprende il lavoro autonomo e quello a tempo indeterminato, mentre la modalità atipico comprende la collaborazione occasionale, il contratto a tempo determinato e quello part-time.

Gli occupati

I giudizi sugli aspetti dell’attività lavorativa (Scala 1-10) Livello di soddisfazione elevato (giudizio medio sempre maggiore di 6 in una scala 1-10), sia per gli uomini che per le donne. I diversi aspetti dell’attività lavorativa sono elencati in senso decrescente rispetto al livello di soddisfazione (dall’alto verso il basso). il livello di soddisfazione emerso risulta significativamente elevato (medie al di sopra del 7) per quanto riguarda taluni fattori quali l’acquisizione di professionalità, la rispondenza dell’attività lavorativa svolta rispetto ai propri interessi personali, il grado di autonomia ed indipendenza acquisito a seguito dell’occupazione e la localizzazione della sede lavorativa. Meno entusiasmanti (medie di voto sempre positive ma inferiori al 7) sono invece i giudizi attribuiti ad altri aspetti quali il livello di trattamento economico percepito; le prospettive di carriera garantite dal proprio ambiente di lavoro; la coerenza con gli studi effettuati ed infine la stabilità assicurata dall’impiego svolto. Con riferimento a quest’ultimo fattore, vale la pena ricordare come la maggior parte degli occupati avesse in precedenza dichiarato di essere attualmente inquadrato con un contratto a tempo determinato o di collaborazione occasionale, forme contrattuali, queste, che non possono certamente garantire sicurezza e stabilità per l’evolversi futura della propria attività lavorativa. Riassumendo i dati ottenuti in questa prima analisi emerge come sia valido e positivo il livello di soddisfazione degli occupati: tutti gli aspetti sondati hanno ottenuto valutazioni, in media, superiori alla sufficienza. Il quadro che emerge conferma non solo molte delle valutazioni fatte in precedenza ma fornisce un’immagine positiva dei laureati dell’Ateneo maceratese già inseriti nel mondo del lavoro.

Gli occupati

L’importanza degli aspetti dell’attività lavorativa Le aspettative dei laureati occupati non coincidono con le percezioni. I laureati desidererebbero una maggiore stabilità del lavoro e un migliore trattamento economico. Dovendo individuare, tra quelli proposti, gli elementi da considerare più importanti si è proceduto a classificarli sia in base al valore del giudizio medio riportato che a quello della somma tra le percentuali dei due giudizi più favorevoli: “buono” ed “ottimo”. Stupisce, in parte, trovare al vertice di questa ipotetica classifica la voce relativa alla qualità dei rapporti interni nell’ambiente di lavoro. Probabilmente ci si sarebbe attesi, anche a fronte di quanto visto in precedenza, altre voci come l’acquisizione di professionalità, la sicurezza del posto di lavoro e la rispondenza dello stesso impiego ai propri interessi che invece si trovano, in quest’ordine, nelle posizioni subito successive a distanza tuttavia ravvicinata. Fanalini di coda della classifica e conseguentemente elementi considerati meno importanti, sono la coerenza dell’impiego con gli studi effettuati, la localizzazione della sede di lavoro ed infine la qualità di lavoro divertente. In pratica nella ricerca del posto di lavoro “ideale” potrebbero essere questi i vantaggi a cui per primi i laureati sarebbero disposti a rinunciare.

Gli occupati

La scelta universitaria rispetto all’attività lavorativa Il 61% degli occupati ritiene che la preparazione ricevuta all’Università sia molto utile per il lavoro svolto. Le donne trovano una minore corrispondenza degli uomini tra competenze acquisite e attività svolta. Dovendo individuare, tra quelli proposti, gli elementi da considerare più importanti si è proceduto a classificarli sia in base al valore del giudizio medio riportato che a quello della somma tra le percentuali dei due giudizi più favorevoli: “buono” ed “ottimo”. Stupisce, in parte, trovare al vertice di questa ipotetica classifica la voce relativa alla qualità dei rapporti interni nell’ambiente di lavoro. Probabilmente ci si sarebbe attesi, anche a fronte di quanto visto in precedenza, altre voci come l’acquisizione di professionalità, la sicurezza del posto di lavoro e la rispondenza dello stesso impiego ai propri interessi che invece si trovano, in quest’ordine, nelle posizioni subito successive a distanza tuttavia ravvicinata. Fanalini di coda della classifica e conseguentemente elementi considerati meno importanti, sono la coerenza dell’impiego con gli studi effettuati, la localizzazione della sede di lavoro ed infine la qualità di lavoro divertente. In pratica nella ricerca del posto di lavoro “ideale” potrebbero essere questi i vantaggi a cui per primi i laureati sarebbero disposti a rinunciare.

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vistocco
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Università Federico II...
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Analisi degli sbocchi occupazionali dei laureati dell’Università di Macerata Un’analisi delle differenze di genere Macerata, novembre 2008Cristina Davino Dipartimento di Studi sullo Sviluppo Economico Università di Macerata cdavino@unimc.it
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laureati | occupati | donne | profilo | uomini | contratto | lavoro | attività
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5/4/2006 10:28:38 AM
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