Micaela Cavalli
La conoscenza dell’ambiente
1) Cartografia
Prima Esercitazione di Cartografia
1.1)
Misurare il pavimento di un’aula , la posizione della porta e scrivere le misure
Dividere le misure ottenute per 10, per 20 per 50, per 100 e per 1000 (anche con la calcolatrice)
Calcolare le equivalenze delle misure ottenute, in modo da eliminare l’eccesso di zeri nei numeri decimali
Mettere i dati trovati in una tabella
Disegnare la piantina della classe nelle scale 1:10, 1:50 e 1:100 , pos
Micaela Cavalli
La conoscenza dell’ambiente
1) Cartografia
Prima Esercitazione di Cartografia
1.1)
Misurare il pavimento di un’aula , la posizione della porta e scrivere le misure
Dividere le misure ottenute per 10, per 20 per 50, per 100 e per 1000 (anche con la calcolatrice)
Calcolare le equivalenze delle misure ottenute, in modo da eliminare l’eccesso di zeri nei numeri decimali
Mettere i dati trovati in una tabella
Disegnare la piantina della classe nelle scale 1:10, 1:50 e 1:100 , posizionando la porta e trovando il modo di raffigurare i particolari piccoli
(ATTENZIONE : si calcolano prima le dimensioni del foglio occorrente)
1.2)
Misurare gli arredi della classe: banchi ,cattedra, piano di seduta delle sedie, eventuale armadio
Effettuare le operazioni di calcolo e di tabulazione fatte precedentemente
Disegnare gli arredi nelle piantine precedentemente fatte e colorarli ( come e dove collocarli ? con quali riferimenti ?)
Esporre i disegni in classe.
1.3)
Misurare uno spazio all’aperto che sia piccolo, ben delimitato e di forma non troppo complicata
(Importante: può anche essere fuori dalla mura scolastiche ma deve essere all’aperto)
Effettuare tutte le operazioni fatte precedentemente
Fare anche un disegno libero dell’ambiente prescelto
Disegnare una sezione trasversale (orizzonte o transetto)
Fare una ricerca lessicale dei termini di questo ambiente
Introdurre , se se ne ha la possibilità l’uso della bussola
Fare un’esercitazione d...
2) IL TERRENO (SUOLO): quali sostanze lo compongono?
2.1)Domande introduttive
· -Stai toccando un campione di terreno. Che cosa potresti percepire?
· -Immagina di esaminare un campione di terreno al microscopio. Che cosa potresti trovare?
· -Nel terreno ci potrebbero essere sostanze chimiche? Perché?
· -Il terreno potrebbe contenere acqua ? Perchè e come?
· -Se noi riscaldiamo tantissimo il terreno (lo arrostiamo) cosa potrebbe succedere dopo un quarto d’ora? E dopo un’ora?
· -Hai mai sentito questi odori ? che cosa ti ricordano?
Lana bruciata Funghi Legno bruciato Legno tagliato di fresco Gasolio bruciato Pino/abete Fieno Terriccio bagnato Mi ricordano
no si Odori
2.2) Esperimento :arrostire il terreno
Materiali
Bilancia da cucina
Pentolino
Carta alluminio
Fornello
Terriccio ( da orto,da giardino o da bosco)
Sabbia, possibilmente da cantiere
Procedimento
· Toccare il terriccio e cercare di descrivere cioò che si percepisce
· Pesare 100 g di terriccio
· Foderare il pentolino con la carta alluminio in triplo strato
· Versare al suo interno il terreno pesato
· Ripesare il tutto e scrivre il peso rilevato
· Accendere il fornello e posarvi sopra il pentolino con il terreno
· Osservare cosa succede dopo 5 minuti :perché si formano delle nuvolette di vapore ?
· Rilevare cosa succede dopo 15 minuti e dopo 30 minuti ( Per i docenti : fare attenzione che prima bruciano la sostanze proteiche, poi, superati i 200° bruciano le parti vegetali contenenti lignina e si può arrivare alla formazione di braci; si sentono perciò due distinte ondate di cattivo odore)
· Spegnere il fornello e lasciar raffreddare il pentolino fino a poterlo ripesare (non spegnere le eventuali braci con acqua)
· Osservare come é diventato il terreno
· Lasciarlo raffrreddare ( aspettare eventulamente il giorno dopo), pesarlo e toccarlo nuovamnete .Cos’ è cambiato ?
· Ripetere lo stesso procedimento con la sabbia
Domande conclusive
Osservare i campioni di sabbia e di terreno arrostiti, sia ad occhio nudo sia con la lente d’ingrandimento
Toccarli con le mani, annusarli e descrivere le sensazioni percepite
· Che cosa si osserva?
· Quali differenze si rilevano?
· A cosa serve questo esperimento?
· Perché si sente tanta puzza?
· Cosa rimane nel terreno dopo averlo arrostito ?
· Perchè l’esperimento fatto viene utilizato tuttora come pratica agricola ?
· Perché la sabbia è cambiata pochissimo ?
· (per i docenti) ?Come collegare questo esperimento con l’educazione ambientale?
Osservazioni
E’ molto utile che l’esperimento appena descritto sia preceduto o seguito dal prossimo esperimento che ha lo scopo di far percepire i singoli odori emessi dalle sostanze bruciate.La sequenza delle sostanze bruciate é studiata per permettere di passare da odori relativamente tenui e gradevoli ad odori più forti e sgradevoli che saturano l’ambiente di lavoro e i recettori olfattivi più a lungo.
Per quanto riguarda le fibre tessili utilizzate, il saggio alla fiamma è ancora la prima prova di riconoscimento che i periti tessili eseguono per deterrminare la composizione di un tessuto; questa informazione
Si possono fare collegamenti con le pratiche agricole delle popolazioni nomadi che abitano nelle foreste
2.3) Riconoscimento di alcune sostanze tramite il saggio alla fiamma
2.3.1) Domande iniziali
· - Scrivere il nome di tre sostanze che non hanno odore.
· - Quale differenza potrebbe esserci tra un buon odore e un odore sgradevole?
· - Il riconoscimento degli odori gradevoli e sgradevoli é istintivo o ci viene insegnato da qualcuno?
· - Un odore sgradevole é una cosa neutra o può essere un avvertimento ? Perché?
· - Come fa un odore ad arrivare al naso?
· - Come fa l’odore del rosmarino ad arrivare al naso?
· - Come fa l’odore di carne arrostita ad arrivare al naso?
· - Come si può riconoscere l’odore del rosmarino?
· - Perchè l’odore delle sostanze bruciate é diverso da quello delle sostanze di partenza?
· - Qual è la differenza tra un odore un sapore?
2.3.2) Esperimento
Materiale occorrente per un gruppo di lavoro :
- un frammento di carne o prosciutto
- una gugliata di filo di seta commerciale
- una gugliata di filo di cotone
- una gugliata di filo di lana
- un pezzetto di carta
- uno stuzzicadenti
- un rametto di rosmarino
- due pinzette metalliche da sopacciglia o da dissezione
- un bunsen (oun fornelletto da campeggio o una candela provvista di basamento)
Procedimento:
1. Accendere il bunsen o candela
2. Bruciare lentamente il pezzetto di carta tenuto con la pinzetta ed annusare l’odore emanato
3. Bruciare lentamente lo stuzzicadenti tenuto con la pinzetta, annusare l’odore emanato e confrontarlo con il precedente
4. Bruciare lentamente il filo di cotone tenuto con la pinzetta, annusare l’odore emanato e confrontarlo con il precedente
5. Bruciare lentamente il rametto di rosmarino tenuto con la pinzetta, annusare l’odore emanato e confrontarlo con il precedente
6. sciacquarsi le mani , senza sapone e annusarle
7. Bruciare lentamente il filo di seta tenuto con la pinzetta, annusare l’odore emanato e confrontarlo con il precedente
8. Bruciare lentamente il filo di lana tenuto con la pinzetta, annusare l’odore emanato e confrontarlo con il precedente
9. Bruciare lentamente il frammento di carne tenuto con la pinzetta, annusare l’odore emanato e confrontarlo con il precedente
Riportare le osservazioni nella tabella seguente: Carne Lana Seta Rametto di rosmarino Cotone Stuzzicadenti Carta Odore
Materiale
A cosa potrebbe servire questo esperimento?
3) L’ESPLORAZIONE DELL’AMBIENTE DOMESTICO
Nell’ambiente domestico ogni giorno si eseguono lavori e avvengono trasformazioni che sono inquadrabili nel mondo delle scienze. Ecco alcuni esempi:
- la conservazione, la trasformazione e la cottura dei cibi
- la pulizia degli ambienti e dei vestiti
- la pulizia di se stessi
- l’utilizzo di farmaci
- l’osservazione dei comportamenti degli animali domestici
- il funzionamento di acqua ,luce, gas, telefono
...............................................................
Si possono eseguire una serie di osservazioni per esplorare i diversi aspetti dei prodotti che entrano in casa, utilizando il più possibile le percezioni sensoriali
Si possono anche costrure schede di utilizzo dei vari prodotti , utilizzando gli schemi proposti per costruire le schede di sicurezza nelle industrie e nei laboratori.
Quest’ultimo materiale può essere condiviso con il resto della classe e potrebbe addirittura essere utilizzato per un lavoro in compresenza o per produrre schede consultabili .
Parecchi libri di testo contengono esperimenti utili sull’argomento, ma alcuni di quelli proposti sono solo pensati e , messi in pratica, non vengono mai. E’ sempre necessario provarli prima. Alcuni , tuttavia, sono descritti accuratamente e sono ben realizzati.
Un esperimento interessante é il riconoscimento delle polveri e delle farine, che ha una valenza didattica notevole negli istituti professionali ad indirizzo alberghiero
3.1) Riconoscimento polveri e farine
Materiali per i docenti
· Contenitori chiudibili per le polveri (bottigline di vetro o di plastica,quadrati di carta alluminio bicchieri di plastica coperti da carta alluminio)
· 3 – 4 farine ( di grano, di riso, di ceci, di mais, di castagne, fecola di patate)
· sale fine
· zucchero
· borotalco al mentolo
ll docente preparerà per ogni gruppo di lavoro una serie di contenitori contrassegnati in vario modo che contengono già i campioni delle polveri da esaminare.
Gli allievi non devono nè vedere nè conoscerne il contenuto.
Materiali per gli allievi:
· tre / quattro campioni di polveri fini
· un bicchiere contenente un po’ d’acqua
· tre/quattro bicchieri vuoti o quadratino di carta d’alluminio
· attrezzo per mescolare ( cucchiaino, stuzzicadente, spatoletta o altro)
Procedimento:
- prelevare una piccola quantità della prima polvere , toccarla, annusarla e decidere, in base all’odore se
assaggiarla o no ( nessun campione é tossico)
- ripetere lo stesso procedimento con le altre polveri
- mescolare una piccola quantità di polvere con un po’ d’acqua , annusarla, e assaggiarla
- descrivere le sensazioni provate e identificare le polveri Polvere d Polvere c Polvere b Polvere a Che cos’è ?
bagnata Asciutta Polveri
4) Scheda di rilevamento delle caratteristiche dei prodotti/ materiali
SICUREZZA
Gestione delle emergenze Caratterizzazione dell’esposizione Addestramento e formazione
Precauzioni Soggetti esposti al rischio Protocollo di comportamento Segnaletica Identificazione della scala di rischio Ambienti di lavoro
Analisi di campo: Esercitazioni Identificazione degli agenti chimici pericolosi Gestione della situazione oggettiva Censimento degli agenti chimici che si trovano in casa Raccolta ed organizzazione delle informazioni generali sui prodotti chimici di uso domestico
Al posto del termine agenti chimici si sostituisce la dicitura prodotti/materiali.
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