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LIUC Università Carlo Cattaneo Facoltà di Economia Laurea specialistica in Amministrazione Aziendale e Libera Professione A.A. 2010 / 2011 CORSO DI Analisi Finanziaria degli Enti Pubblici Michelangelo Nigro

LIUC Università Carlo Cattaneo Facoltà di Economia Laurea specialistica in Amministrazione Aziendale e Libera Professione A.A. 2010 / 2011 CORSO DI Analisi Finanziaria degli Enti Pubblici Michelangelo Nigro

Le analisi finanziarie delle agenzie di rating

Si definisce rating quel processo di analisi e valutazione, fatta da un’agenzia indipendente, sulla capacità di un ente di far fronte alle obbligazioni di natura finanziaria Attraverso una scala di rating viene individuato il merito di credito dell’ente e la sua affidabilità finanziaria nel rimborso dei propri debiti

Le agenzie internazionali di rating

Attualmente sul mercato sono presenti diverse agenzie domestiche e internazionali, ma quelle riconosciute a livello internazionale sono tre: Moody’s Standard & Poor’s FitchRatings

Il ricorso al rating

Il ricorso al rating da parte degli enti territoriali è diventato, per certi versi, indispensabile per affrontare una serie di operazioni che richiedono l’accesso ai mercati finanziari Il rating rappresenta un veicolo di fondamentale importanza e necessità per approdare sui mercati nel miglior modo possibile

Il processo di rating, gli elementi valutati

Le agenzie di rating, per poter definire il grado di affidabilità di un’amministrazione pubblica, valutano: il bilancio (non meno di 6 annualità, di cui 3 Consuntivi e il bilancio triennale) la flessibilità sul fronte delle politiche fiscali e tariffarie la struttura del debito il modello di programmazione degli investimenti la capacità di realizzazione degli investimenti il management presente nella struttura le strategie di rilancio delle aziende pubbliche l’affidabilità del contesto politico istituzionale

I benefici derivanti dal rating

Il risultato più immediato che un’amministrazione pubblica ottiene attraverso un “voto” espresso da un’agenzia di rating, è quello di beneficiare di notevoli risparmi nella raccolta di capitali presso i mercati finanziari Non da ultimo, sul piano del marketing e della comunicazione, l’amministrazione acquisisce una maggiore visibilità internazionale

La valutazione di rating

La valutazione è fatta utilizzando una scala graduata di semplice comprensione e valida a livello internazionale, attraverso la quale è possibile individuare il merito di credito dell’ente valutato La simbologia utilizzata dalle tre agenzie di rating è molto simile. Qui di seguito si specifica la scala adottata da Moody’s: Le categorie sono nove, passando dal minor rischio (valutato con “Aaa”) al maggior rischio (valutato con “C”). Considerato che il rating misura la capacità di onorare il debito, questa è la definizione attribuita alle diverse valutazioni, tenendo conto che le categorie che vanno dalla “Aaa” alla “Baa” fanno parte della fascia cosiddetta “investimento” e che dalla “Ba” alla “C” rientrano nella fascia cosiddetta “speculativa”

La scala di rating di Moody’s

Tradizionalmente insolute con scarsa probabilità di recupero di capitale e interessi C Altamente speculativo con probabilità di insolvenza Ca Scarsa affidabilità e rischio di credito molto elevato Caa Speculazione e rischio di credito elevato B Presenza di elementi speculativi e rischio di credito considerevole Ba Livello intermedio e rischio di credito contenuto Baa Livello medio – alto e rischio di credito remoto A Qualità elevata e rischio di credito molto remoto Aa Massima qualità e rischio di credito minimo Aaa

… la scala di rating di Moody’s

A ciascuno dei gradi compresi tra “Aa” e “Caa” vengono aggiunti i numeri 1, 2, e 3, che denotano delle diverse sfumature all’interno della stessa categoria: Aa1 Aa2 Aa3 A1 A2 A3 Baa1 Baa2 Baa3 … … … Caa1 Caa2 Caa3 Il numero “1” rappresenta l’estremo superiore della categoria di appartenenza; il numero “2” rappresenta la fascia intermedia; il numero “3” si posiziona sull’estremità inferiore

Il debito pubblico

Il finanziamento pubblico attraverso il debito Nozione di debito pubblico Inquadramento giuridico e classificazioni del debito pubblico locale e delle spese di investimento La Finanziaria 2004 e il debito La Finanziaria 2004 e gli investimenti Le altre definizioni di spesa di investimento Le condizioni per l’indebitamento degli enti locali

Nozione di debito pubblico

Lo Stato e gli altri enti pubblici possono finanziarsi prendendo a prestito capitali sui mercati finanziari nazionali e internazionali Il costo del debito pubblico è espresso dal tasso di interesse remunerato ai sottoscrittori Il costo del debito può essere condizionato dalla valutazione del merito di credito (rating)

Debito pubblico e investimenti

In attuazione del 6° comma dell’art. 119 della Costituzione, in base al quale è possibile indebitarsi solo per finanziare spese di investimento, la Legge Finanziaria del 2004 (art. 3, c. 16 – 21) ha stabilito: Chi può indebitarsi Cosa si intende per debito Cosa si intende per investimento La classificazione economico-funzionale degli investimenti – D.P.R. n. 194/1996 Le altre definizioni di debito e investimenti pubblici Le condizioni per l’indebitamento La programmazione degli investimenti pubblici

La Finanziaria 2004 e il debito (1 …)

La definizione del debito e degli investimenti (art. 3, c. 16-21): Possono ricorrere al debito (Ambito soggettivo): regioni a statuto ordinario, comuni, province, città metropolitane, comunità montane e isolane, unioni di comuni, consorzi cui partecipano enti locali (con esclusione di quelli che gestiscono attività aventi rilevanza economica ed imprenditoriale), regioni a statuto speciale e province autonome, aziende speciali e istituzioni; fanno eccezione le società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici.

La Finanziaria 2004 e il debito (… 2)

* Il testo è stato modificato dalla Finanziaria 2007, art. 1, commi 739 e 740 e L. n. 203/2008, art. 3 Sono considerate operazioni di debito *: assunzione di mutui emissione di prestiti obbligazionari cartolarizzazioni di flussi futuri di entrata cartolarizzazioni con corrispettivo iniziale inferiore all’85 per cento del prezzo di mercato cartolarizzazioni con garanzie fornite da altre amministrazioni pubbliche cartolarizzazioni di crediti vantati verso altre amministrazioni pubbliche Up – front concessi su operazioni di derivati

La Finanziaria 2004 e gli investimenti

Ai fini di cui all’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, costituiscono investimenti: a) l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, costituiti da fabbricati sia residenziali che non residenziali; b) la costruzione, la demolizione, la ristrutturazione, il recupero e la manutenzione straordinaria di opere e impianti; c) l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili ad utilizzo pluriennale; d) gli oneri per beni immateriali ad utilizzo pluriennale; e) l’acquisizione di aree, espropri e servitù onerose; f) le partecipazioni azionarie e i conferimenti di capitale, nei limiti della facoltà di partecipazione concessa ai singoli enti mutuatari dai rispettivi ordinamenti; g) i trasferimenti in conto capitale destinati specificamente alla realizzazione degli investimenti a cura di un altro ente od organismo appartenente al settore delle pubbliche amministrazioni; h) i trasferimenti in conto capitale in favore di soggetti concessionari di lavori pubblici o di proprietari o gestori di impianti, di reti o di dotazioni funzionali all’erogazione di servizi pubblici o di soggetti che erogano servizi pubblici, le cui concessioni o contratti di servizio prevedono la retrocessione degli investimenti agli enti committenti alla loro scadenza, anche anticipata. In tale fattispecie rientra l’intervento finanziario a favore del concessionario di cui al comma 2 dell’artico...

Le altre definizioni di spesa di investimento (1 …)

Legge n. 62/1964, art. 3: sostituiva la classificazione delle spese “ordinarie o di parte corrente” con “correnti o di funzionamento e mantenimento” e “straordinarie o di parte straordinaria” con “in conto capitale o di investimento”

Le altre definizioni di spesa di investimento (… 2 …)

In base al D.P.R. n. 194/1996, si definiscono spese in conto capitale secondo la riclassificazione economico funzionale: Acquisizione di beni immobili Espropri e servitù onerose Acquisto di beni specifici per realizzazioni in economia Utilizzo di beni di terzi per realizzazioni in economia Acquisizione di beni mobili, macchine ed attrezzature tecnico-scientifiche Incarichi professionali esterni Trasferimenti di capitale Partecipazioni azionarie Conferimenti di capitale Concessioni di crediti e anticipazioni

Le altre definizioni di spesa di investimento (… 3 …)

La Cassa Depositi e Prestiti può finanziare, mediante mutui aventi specifica destinazione, gli investimenti attivabili per il perseguimento delle finalità pubbliche affidate alla cura dei soggetti mutuatari, tra i quali: Opere pubbliche; Conferimenti o partecipazioni di capitale a S.p.A. o S.r.l. costituite in base alle facoltà concesse ai medesimi enti mutuatari dalla legislazione vigente; Interventi consentiti da norme comunitarie, statali e regionali; Fondo rotativo per la progettualità. Sono finanziabili tutte le spese che concorrono a determinare il costo dell'opera finanziata, purché le stesse risultino previste nel quadro economico progettuale (originario o aggiornato), che non siano esplicitamente escluse da norme e che non abbiano natura risarcitoria.

Le altre definizioni di spesa di investimento (… 4 …)

Sempre per la Cassa depositi e prestiti il Decreto 7 gennaio 1998, articolo 1, stabilisce che la Cdp può erogare finanziamenti, “nell’ambito delle finalità pubbliche”, per la copertura di specifiche spese così classificate: la costruzione, ristrutturazione e manutenzione straordinaria di beni immobili; l'acquisizione di aree e di altri beni immobili; l'acquisto e la realizzazione di attrezzature, mezzi di trasporto e altri beni mobili; gli altri investimenti di interesse pubblico e gli interventi consentiti da norme comunitarie, statali e regionali, ivi compresi i conferimenti o le partecipazioni al capitale di società per azioni o a responsabilità limitata, costituite in base alle facoltà concesse ai medesimi enti mutuatari dalla legislazione vigente.

Le altre definizioni di spesa di investimento (… 5 …)

La Circolare Cdp n. 1253 del 29 luglio 2003, ispirandosi alla nozione di investimento contenuta nel Sistema Europeo dei Conti Nazionali e Regionali della Comunità (Reg. CE n. 2223 del 25 giugno 1996 – SEC 95), definisce le linee guida sugli investimenti finanziabili dalla Cassa La Cassa innanzitutto definisce cosa si deve intendere per spesa di investimento: trattasi di spese in conto capitale che producono una crescita patrimoniale dell’ente che le sostiene

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LIUC Università Carlo Cattaneo Facoltà di Economia Laurea specialistica in Amministrazione Aziendale e Libera Professione A.A. 2010 / 2011 CORSO DI Analisi Finanziaria degli Enti Pubblici Michelangelo Nigro
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debito | investimento | rating | capitale | investimenti | spesa | beni | enti
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11/15/2010 2:57:01 PM
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